Consumo condizionatore: kWh per ora, per notte e per stagione

Consumo condizionatore: kWh per ora e per notte, cosa dicono SEER e kWh/anno in etichetta, quanto costa rispetto al ventilatore e in pompa di calore.

A cura di Michele · aggiornato il Fonti verificate il 9 min di lettura

Testo preparato con l'aiuto dell'intelligenza artificiale e controllato prima della pubblicazione

Consumo condizionatore: kWh per ora, per notte e per stagione
In questa guida
  1. Un solo metodo per fare i conti
  2. Cosa dice l'etichetta (e perché non è la tua bolletta)
  3. Quanto costa una stagione
  4. Ventilatore o condizionatore?
  5. Come ridurre il consumo
  6. In inverno: il condizionatore come pompa di calore
  7. Fonti

Un condizionatore split da 12.000 BTU (circa 3,5 kW di freddo) impostato a 26–27 °C consuma circa 3 kWh in una notte di 8 ore e circa 340 kWh in un'estate di uso regolare, se assorbe in media 0,35–0,40 kW: è l'ipotesi di calcolo di questa pagina. Al prezzo di riferimento ARERA per i clienti vulnerabili in maggior tutela, IV trimestre 2026 (0,4343 €/kWh) sono circa 1,39 € a notte e 145,92 € a stagione. Se lavora sempre al massimo della potenza assorbe circa 1 kW, cioè 8 kWh a notte (3,47 €).

Sono stime fatte con le ipotesi spiegate qui sotto, non misure né dati ufficiali: lo stesso apparecchio consuma di più in una camera sotto il tetto e meno in una stanza riparata. Per confronto, un ventilatore da 50 watt nelle stesse 8 ore consuma 0,4 kWh, circa 0,17 €.

Un solo metodo per fare i conti

Il consumo si calcola sempre allo stesso modo: kWh = potenza media assorbita (kW) × ore di funzionamento. Il punto difficile è la potenza media.

  • La potenza massima si ricava dalla scheda tecnica: la capacità di raffreddamento (in kW o in BTU) divisa per l'EER, il rapporto tra freddo prodotto ed elettricità assorbita alle condizioni nominali. Un BTU all'ora vale 0,293 watt: 9.000 BTU sono circa 2,6 kW di freddo, 12.000 circa 3,5 kW, 18.000 circa 5,3 kW.
  • La potenza media è più bassa. Un condizionatore inverter lavora al massimo all'accensione, poi rallenta e assorbe solo quanto serve per compensare il calore che entra. Quanto, dipende dalla stanza (esposizione, isolamento, persone), dal caldo esterno e dalla temperatura impostata.

Per questo in giro si trovano cifre molto diverse per lo stesso apparecchio: cambiano le ipotesi sulla potenza media, spesso senza dirlo. In questa pagina usiamo sempre le stesse, per uno split inverter da 12.000 BTU. Sono ipotesi di calcolo, non misure:

Situazione Potenza media Notte di 8 ore Costo a notte 30 notti Costo di 30 notti
Solo ventilatore da 50 W 0,05 kW 0,4 kWh 0,17 € 12 kWh 5,21 €
Clima a 27 °C + ventilatore, camera riparata 0,35 kW 2,8 kWh 1,22 € 84 kWh 36,48 €
Clima a 26 °C, notte calda 0,40 kW 3,2 kWh 1,39 € 96 kWh 41,69 €
Clima a 24 °C, o camera sotto il tetto 0,60 kW 4,8 kWh 2,08 € 144 kWh 62,54 €
Sempre al massimo (3,5 kW di freddo con EER 3,5) 1,00 kW 8,0 kWh 3,47 € 240 kWh 104,23 €

Il tuo dato vero puoi misurarlo. Per un condizionatore portatile basta una presa con misuratore di energia. Per uno split, leggi il contatore la sera e la mattina dopo e togli il consumo notturno abituale della casa (frigo e apparecchi in stand-by); come si legge il contatore lo spiega la guida al contatore elettronico.

Cosa dice l'etichetta (e perché non è la tua bolletta)

Per i condizionatori l'Unione europea non ha ancora cambiato la scala: vale ancora l'etichetta del regolamento delegato (UE) 626/2011, con le classi da A+++ a D. Per gli split riporta:

  • il SEER, il rendimento stagionale in raffrescamento, e lo SCOP, quello in riscaldamento: quanti kWh di freddo o di caldo si ottengono in media da un kWh di elettricità;
  • la potenza di progetto in kW;
  • il consumo annuo in kWh, calcolato come potenza di progetto × 350 ore ÷ SEER per il raffrescamento.
Classe SEER (raffrescamento) SCOP (riscaldamento, clima medio)
A+++ 8,50 o più 5,10 o più
A++ da 6,10 a 8,49 da 4,60 a 5,09
A+ da 5,60 a 6,09 da 4,00 a 4,59
A da 5,10 a 5,59 da 3,40 a 3,99
B da 4,60 a 5,09 da 3,10 a 3,39

Per uno split da 3,5 kW con SEER 6,1, il minimo della classe A++, l'etichetta indica circa 200 kWh l'anno, cioè circa 87,29 €; con SEER 8,5, classe A+++, circa 144 kWh, cioè circa 62,54 €. Le 350 ore sono una convenzione europea, come se il condizionatore lavorasse 350 ore al massimo della potenza: in una casa italiana l'uso reale può essere molto diverso. L'etichetta serve quindi a confrontare i modelli: se uno consuma il 25% in meno in etichetta, consumerà circa il 25% in meno anche con le tue abitudini.

I condizionatori portatili con un solo tubo, che il regolamento obbliga a chiamare «condizionatori d'aria locali», hanno un'etichetta diversa: indicano i kWh consumati in un'ora a piena potenza. Nelle premesse lo stesso regolamento li definisce intrinsecamente meno efficienti degli split: nella scala da A+++ a D possono arrivare al massimo alla classe A+. Un portatile da 2,6 kW di freddo con EER 2,6 consuma 1 kWh all'ora: 8 ore costano circa 3,47 €.

Quanto costa una stagione

Facciamo un esempio con le ipotesi della tabella: 60 notti a 26 °C (0,40 kW per 8 ore, 192 kWh) e 40 pomeriggi di caldo forte (0,60 kW per 6 ore, 144 kWh). In tutto 336 kWh, cioè circa 145,92 €: circa il 17% in più rispetto ai 2.000 kWh annui della famiglia tipo, e molto più dei 200 kWh indicati in etichetta per lo stesso split.

Ventilatore o condizionatore?

Il ventilatore non raffresca l'aria: la muove. L'aria in movimento fa evaporare il sudore e porta via calore dalla pelle, così la temperatura percepita scende; il motore, anzi, aggiunge un po' di calore. Serve solo se c'è qualcuno nel flusso d'aria: un ventilatore acceso in una stanza vuota è uno spreco.

Per i ventilatori fino a 125 watt il regolamento (UE) 206/2012 obbliga il produttore a pubblicare nella documentazione tecnica e sul proprio sito la potenza assorbita, la portata d'aria massima e il valore di esercizio, cioè i metri cubi d'aria al minuto per ogni watt: a parità di aria mossa, più è alto e meno consuma.

L'Organizzazione mondiale della sanità, nella scheda «Heat and health», dà due indicazioni precise:

  • usare il ventilatore solo quando la temperatura è sotto i 40 °C: sopra, il ventilatore scalda il corpo;
  • se si usa il condizionatore, impostarlo a 27 °C e accendere un ventilatore: la stanza sembra più fresca di 4 °C, e secondo l'OMS si può risparmiare fino al 70% della spesa per il raffrescamento.

Con le nostre ipotesi, una notte a 27 °C con il ventilatore consuma 2,8 kWh contro i 4,8 kWh di una notte a 24 °C: il 42% in meno.

Il ventilatore da solo basta quando la stanza non è troppo calda, l'aria non è troppo umida (se il sudore non evapora, muovere l'aria aiuta poco) e di notte fuori fa più fresco che dentro: l'OMS consiglia di aprire le finestre quando l'aria esterna è più fresca e di tenere chiusi finestre e scuri nelle ore calde.

Serve il condizionatore nelle notti in cui fuori non rinfresca, nelle camere sotto il tetto e quando in casa ci sono persone più esposte al caldo: l'OMS cita chi ha più di 65 anni, chi soffre di malattie di cuore, polmoni o reni, chi ha una disabilità o vive da solo, e i bambini piccoli. In quel caso il fresco è prima di tutto una questione di salute. Se il problema è soprattutto l'umidità, leggi anche la guida al consumo del deumidificatore.

Come ridurre il consumo

  • Imposta 26–27 °C. Il DPR 74/2013, all'articolo 3, stabilisce che d'estate la temperatura media degli ambienti raffrescati non deve scendere sotto i 26 °C, con 2 °C di tolleranza. Ogni grado in meno aumenta il calore da togliere: con 32 °C fuori, passare da 26 a 24 °C porta la differenza tra dentro e fuori da 6 a 8 gradi, cioè un terzo di calore in più che entra da muri e finestre.
  • Chiudi scuri e tende nelle ore di sole, prima di accendere.
  • Accendi poco prima di usare la stanza, con il timer o l'app, e non raffrescare stanze vuote.
  • Pulisci i filtri dell'unità interna come indica il libretto: un filtro sporco riduce l'aria che passa.
  • Lascia respirare l'unità esterna: deve scaricare all'aperto il calore della casa, e più è calda l'aria intorno, più lavora.
  • Usa la funzione «dry» nelle giornate umide ma non torride: toglie umidità raffreddando meno.
  • Attenzione al contatore: a piena potenza lo split assorbe circa 1 kW, e insieme a forno o lavatrice può far scattare un contratto da 3 kW (vedi la potenza del contatore).

In inverno: il condizionatore come pompa di calore

Gli split reversibili scaldano come una pompa di calore: prendono calore dall'aria esterna e lo portano in casa. Lo SCOP indica quanti kWh di calore danno in media per ogni kWh elettrico. L'etichetta calcola il consumo annuo in riscaldamento su 1.400 ore di funzionamento a pieno carico per il clima medio europeo e su 2.100 per quello freddo.

Per 10 kWh di calore uno split in classe A++ (SCOP 4,6, il minimo della classe) usa circa 2,2 kWh di elettricità (0,94 €), una stufetta elettrica a resistenza 10 kWh (4,34 €). Lo SCOP è una media sull'intera stagione: quando fuori gela il rendimento scende, ma di norma lo split resta più economico della stufetta, che dà sempre 1 kWh di calore per ogni kWh elettrico. Il confronto con la caldaia a gas e il riscaldamento di tutta la casa sono nella guida al consumo della pompa di calore.

Fonti

I costi in euro di questa pagina usano i prezzi di riferimento ARERA per la luce (0,4343 €/kWh, IV trimestre 2026, famiglia tipo da 2.000 kWh l'anno con 3 kW), tasse incluse, aggiornati a ogni revisione ARERA. La tua offerta può avere un prezzo diverso: inseriscilo nel calcolatore dei consumi.

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