La potenza impegnata è il valore in kW che hai sottoscritto nel contratto (tipicamente 3, 4,5 o 6 kW). La potenza disponibile è più alta del 10%: con un contratto da 3 kW puoi prelevare fino a 3,3 kW senza limiti di tempo. Quel 10% è già il margine per gli spunti di avvio degli apparecchi, quindi il calcolatore ti consiglia la potenza più bassa che copre il picco, senza aggiungere altri margini che ti farebbero pagare kW inutili.
La potenza si sceglie a passi di 0,5 kW fino a 6 kW e di 1 kW da 6 a 10 kW (ARERA). Ogni kW pesa in bolletta per circa 26,09 € l'anno, IVA inclusa: è la quota potenza della tariffa di rete.
Dipende dagli elettrodomestici e da quanti ne usi contemporaneamente. Un piccolo appartamento con pochi apparecchi può bastare con 3 kW; una famiglia che usa insieme forno, condizionatore, piano a induzione o pompa di calore spesso necessita di 4,5 o 6 kW.
Indicano la potenza impegnata, cioè quanta energia puoi prelevare in un dato istante. In realtà puoi superarla di circa il 10% (fino a ~3,3 kW) grazie alla tolleranza del contatore: oltre questa soglia, e per troppo tempo, l'interruttore stacca la corrente.
Perché la somma della potenza degli apparecchi accesi nello stesso momento supera la potenza disponibile. Un classico esempio su 3 kW è accendere insieme forno, phon e lavatrice in fase di riscaldamento.
Si richiede al proprio fornitore di energia. Comporta un contributo una tantum e un aumento della quota potenza in bolletta: circa 26,09 € l'anno per ogni kW in più, IVA inclusa. Il calcolatore ti aiuta a capire se l'aumento è davvero necessario.
Conviene se usi spesso più elettrodomestici energivori insieme e subisci distacchi frequenti. Se invece il contatore scatta raramente, spesso basta distribuire meglio l'uso degli apparecchi ed evitare il costo aggiuntivo del cambio.