Come leggere la bolletta del gas: Smc, scontrino e imposte spiegati

Come leggere la bolletta del gas: dai metri cubi agli Smc, lo scontrino dell'energia, le sigle in dettaglio, accise e IVA al 10% e 22%, i controlli da fare.

Redazione Risparmix · aggiornato il 9 min di lettura
Come leggere la bolletta del gas: Smc, scontrino e imposte spiegati
In questa guida
  1. Prima di tutto: metri cubi, Smc e coefficiente C
  2. Prima pagina e scontrino: cosa cambia rispetto alla luce
  3. Le sigle che trovi negli elementi di dettaglio
  4. Quanto pesa ogni parte: la famiglia tipo ARERA
  5. Le imposte: accisa a scaglioni e IVA al 10% e al 22%
  6. Letture, stime e autolettura
  7. Quando la bolletta è più alta del previsto
  8. Fonti

La bolletta del gas ha due difficoltà in più rispetto a quella della luce: il contatore misura metri cubi ma si paga in «Smc», e le imposte cambiano con i consumi dell'anno. Dal 1° luglio 2025 anche la bolletta del gas segue il formato fissato da ARERA con la delibera 315/2024/R/com: frontespizio uguale per tutti, «scontrino dell'energia» e box dell'offerta. Il formato vale sia per il mercato libero sia per il servizio di tutela della vulnerabilità, riservato ai clienti vulnerabili.

Prima di tutto: metri cubi, Smc e coefficiente C

Il contatore conta i metri cubi (m³) di gas passati. Lo stesso metro cubo però contiene più o meno gas a seconda di temperatura e pressione, che cambiano con l'altitudine e il clima del luogo. Per far pagare a tutti la quantità effettiva, la bolletta usa lo standard metro cubo (Smc): il gas contenuto in un metro cubo a 15 °C e alla pressione di 1.013,25 millibar (glossario ARERA).

Il passaggio si fa con il coefficiente C, stabilito per ogni località e scritto in bolletta tra le «caratteristiche tecniche della fornitura»:

Smc fatturati = metri cubi letti sul contatore × C

Un esempio con numeri ipotetici: se il contatore ha segnato 150 m³ e il coefficiente della tua località è 1,02, ti vengono fatturati 153 Smc. In montagna, dove la pressione è più bassa, C è più basso e può scendere sotto 1. Se il contatore ha un correttore dei volumi, la conversione la fa già lui (atlante ARERA).

Accanto a C trovi il potere calorifico superiore P, in GJ/Smc: è l'energia contenuta in uno Smc del gas distribuito nella tua zona, misurata periodicamente. Offerte e contratti usano un valore convenzionale uguale in tutta Italia, 0,03852 GJ/Smc, cioè circa 10,7 kWh per Smc (atlante ARERA). È un valore «superiore», che conta anche il calore recuperabile dal vapore; quello inferiore è di circa 9,6 kWh. È il riferimento da usare, insieme al rendimento dell'apparecchio, quando confronti il gas con l'elettricità, per esempio una caldaia con una pompa di calore.

Prima pagina e scontrino: cosa cambia rispetto alla luce

La struttura è la stessa descritta nella guida alla bolletta della luce, con tre differenze.

  • Il servizio: nel frontespizio, accanto a «gas», può comparire mercato libero, servizio di tutela della vulnerabilità, servizio di fornitura di ultima istanza o servizio di default.
  • Il codice della fornitura è il PDR, 14 cifre che restano uguali anche se cambi venditore. Non va confuso con la matricola del contatore. Lo trovi in testa allo scontrino.
  • Niente quota potenza: lo scontrino ha solo la quota per consumi (Smc del periodo × prezzo medio) e la quota fissa (mesi × euro al mese), ciascuna divisa tra «spesa per la vendita di gas naturale» e «spesa per la rete e gli oneri generali di sistema».

Nel frontespizio controlla la parte di consumi stimati e il consumo annuo aggiornato: è il dato da usare per confrontare le offerte. Nel box dell'offerta trovi formula e valori del prezzo; per le offerte variabili è indicato anche l'indice di riferimento, per esempio il prezzo all'ingrosso PSV, e ogni quanto si aggiorna.

Le sigle che trovi negli elementi di dettaglio

Il dettaglio voce per voce si apre dal QR code accanto allo scontrino. L'Allegato A della delibera 315/2024 (tabella 2) stabilisce quali componenti vanno in ciascun gruppo; il significato delle sigle è nella guida ARERA alle voci di spesa del gas.

Gruppo Sigle Cosa pagano
Vendita (nel mercato libero la decide il venditore) Nel servizio di tutela della vulnerabilità, fissate da ARERA: CMEM, CCR, QVD Il gas acquistato all'ingrosso, i costi di approvvigionamento e la vendita al dettaglio (QVD è la «quota vendita al dettaglio», con una parte fissa e una per Smc)
Rete (fissata da ARERA) QT, τ1, τ3, RS, UG1, ST, VR, canoni comunali Trasporto sulla rete nazionale, distribuzione locale e misura, qualità del servizio, perequazione
Oneri di sistema (fissati da ARERA) RE, UG2, UG3 Risparmio energetico e rinnovabili nel gas, compensazione dei costi di commercializzazione, costi delle interruzioni per morosità

La componente GS, che finanzia il bonus gas, per i clienti domestici è pari a zero. Nel mercato libero la parte «vendita» segue le voci del tuo contratto; rete e oneri sono uguali per tutti.

Nel servizio di tutela della vulnerabilità il prezzo della materia prima (CMEM) è aggiornato ogni mese, a consuntivo: è la media mensile del prezzo all'ingrosso PSV e ARERA la pubblica entro i primi due giorni lavorativi del mese successivo.

Quanto pesa ogni parte: la famiglia tipo ARERA

ARERA calcola ogni mese la spesa di una famiglia tipo che consuma 1.100 Smc l'anno nel servizio di tutela della vulnerabilità. A settembre 2026 il prezzo medio era di 162,02 centesimi per Smc, così diviso (nota ARERA del 2 ottobre 2026):

Voce Centesimi per Smc Quota della bolletta
Materia prima gas 87,47 54,0%
Vendita al dettaglio 5,83 3,6%
Trasporto e gestione del contatore 24,19 14,9%
Oneri di sistema 4,98 3,1%
Imposte 39,55 24,4%
Totale 162,02 100%

La parte su cui il venditore fa concorrenza è la vendita, materia prima compresa: il 57,6% della bolletta tipo di settembre 2026. Trasporto, oneri e accise sono uguali con qualsiasi venditore; l'IVA segue il totale.

Al prezzo di riferimento ARERA per il servizio di tutela della vulnerabilità gas, settembre 2026, pari a 1,62 €/Smc tutto compreso, i 1.100 Smc della famiglia tipo costano circa 1782,22 € l'anno. È un valore medio di riferimento: la tua offerta può costare di più o di meno, e la tua spesa dipende dai tuoi consumi. Per la parte elettrica della casa, con il tuo prezzo al kWh, puoi usare il calcolatore dei consumi.

Le imposte: accisa a scaglioni e IVA al 10% e al 22%

Nel riquadro «Imposte» della bolletta trovi aliquote e quantità su cui sono calcolate. Sono tre.

  • Accisa: cresce per scaglioni di consumo annuo. Nel Centro-Nord è di 0,044 € per m³ fino a 120 m³ l'anno, 0,175 € da 120 a 480 m³, 0,170 € da 480 a 1.560 m³ e 0,186 € oltre; nel Mezzogiorno le aliquote sono più basse (tabella ADM delle aliquote). Per 1.100 m³ l'anno nel Centro-Nord l'accisa vale 173,68 €.
  • Addizionale regionale: la applicano le Regioni a statuto ordinario, ognuna con le sue aliquote.
  • IVA: 10% sui primi 480 m³ l'anno, 22% sui consumi oltre questa soglia e sulle quote fisse, come spiega la guida ARERA. Vedere il 22% in bolletta è quindi normale, anche nella casa di residenza: non è un errore da contestare.

Tabelle complete, differenze tra Centro-Nord e Mezzogiorno ed esempi di calcolo sono nella guida ad accise e IVA.

Letture, stime e autolettura

Con un contatore tradizionale il distributore deve tentare la lettura almeno una volta l'anno se consumi fino a 500 Smc, due volte tra 500 e 1.500 Smc, tre volte tra 1.500 e 5.000 Smc (atlante ARERA). Le bollette arrivano almeno ogni quattro mesi fino a 500 Smc l'anno, ogni due mesi tra 500 e 5.000 Smc e ogni mese oltre (TIF, tabella 3).

Tra una lettura e l'altra i consumi vengono stimati. Per evitare sorprese comunica l'autolettura: il venditore deve prenderla in carico, salvo che sia palesemente sbagliata, e girarla al distributore entro 4 giorni lavorativi. Per verificare i consumi fatturati:

  1. leggi sul contatore i metri cubi interi (nei contatori tradizionali sono le cifre nere; le rosse sono i decimali);
  2. sottrai la lettura precedente indicata in bolletta;
  3. moltiplica per il coefficiente C;
  4. confronta il risultato con gli Smc fatturati per lo stesso periodo.

Quando la bolletta è più alta del previsto

Prima di pagare una bolletta molto più alta del solito, controlla nell'ordine:

  • se contiene un ricalcolo: il riquadro dedicato indica periodo, motivo e importi già pagati in detrazione;
  • se i consumi del frontespizio sono stimati o effettivi;
  • se il periodo è più lungo del normale, per esempio dopo un ritardo di fatturazione.

In alcuni di questi casi hai diritto a pagare a rate: per il gas, per esempio, quando l'importo supera il doppio della bolletta più alta degli ultimi 12 mesi senza che la differenza dipenda solo dalla stagione. Regole, tempi e interessi sono nella guida alla rateizzazione delle bollette. Se ritieni che ci sia un errore, il reclamo scritto e la conciliazione funzionano come per la luce: risposta del venditore entro 30 giorni e indennizzo automatico se tarda.

Fonti

I costi in euro di questa pagina usano i prezzi di riferimento ARERA per il gas (1,62 €/Smc, settembre 2026), tasse incluse, aggiornati a ogni revisione ARERA. La tua offerta può avere un prezzo diverso: inseriscilo nel calcolatore dei consumi.

Carica la tua bolletta di luce o gas: la confrontiamo con i prezzi di riferimento ARERA e ti diciamo, gratis e senza registrazione, se stai pagando troppo.

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