Un'ora di stiratura con un ferro da 2.000 W consuma al massimo 2 kWh, e di solito meno, perché la resistenza non resta sempre accesa. Se lavora in media metà del tempo il consumo è 1 kWh: al prezzo di riferimento ARERA per i clienti vulnerabili in maggior tutela, IV trimestre 2026 (0,43 €/kWh) sono 0,43 €. Con molto vapore si sale, perché trasformare l'acqua in vapore richiede parecchia energia.
Il prezzo usato è un riferimento, comprensivo di tasse e quote fisse per una famiglia tipo da 2.000 kWh l'anno; la tua offerta può costare di più o di meno. Con il calcolatore dei consumi puoi rifare i conti con il tuo prezzo.
Watt e kWh: perché la targhetta non basta
Sulla targhetta o sulla scatola del ferro trovi la potenza in watt (W): è quanto assorbe la resistenza quando è accesa. I ferri tradizionali stanno di solito tra 1.000 e 2.400 W; i sistemi stiranti con caldaia separata hanno in genere potenze simili o un po' più alte. In bolletta paghi però i chilowattora (kWh), cioè la potenza moltiplicata per il tempo:
kWh = watt × ore di funzionamento ÷ 1.000
Il ferro ha un termostato, il dispositivo che mantiene la piastra alla temperatura scelta con la manopola. Quando la piastra è calda il termostato spegne la resistenza, e la riaccende quando la piastra si raffredda a contatto con il tessuto o produce vapore. La quota di tempo in cui la resistenza resta accesa dipende da tre cose: la temperatura impostata, la quantità di vapore e quanto spesso il ferro resta fermo.
Nessuna fonte ufficiale pubblica questa quota per i ferri da stiro, quindi la tabella mostra tre ipotesi dichiarate: resistenza accesa il 30% del tempo (stiratura a secco o con poco vapore), il 50% (uso normale) o l'80% (molto vapore).
| Potenza del ferro | Accesa il 30% | Accesa il 50% | Accesa l'80% | Costo di un'ora al 50% |
|---|---|---|---|---|
| 1.000 W | 0,30 kWh | 0,50 kWh | 0,80 kWh | 0,22 € |
| 1.800 W | 0,54 kWh | 0,90 kWh | 1,44 kWh | 0,39 € |
| 2.000 W | 0,60 kWh | 1,00 kWh | 1,60 kWh | 0,43 € |
| 2.400 W | 0,72 kWh | 1,20 kWh | 1,92 kWh | 0,52 € |
Per sapere quale colonna vale per te c'è un modo semplice: misurare (vedi sotto).
Dove va l'energia: il vapore
La fisica aiuta a capire perché il vapore pesa tanto. Per scaldare un litro d'acqua da 20 a 100 °C e poi trasformarlo in vapore servono circa 0,72 kWh, e gran parte di questa energia serve al passaggio da acqua a vapore. Il conto vale per qualsiasi ferro, a prescindere dalla marca; la capacità del serbatoio o della caldaia del tuo apparecchio è indicata nel libretto.
| Acqua trasformata in vapore | Energia minima | Costo minimo |
|---|---|---|
| 0,3 litri | 0,22 kWh | 0,10 € |
| 1 litro | 0,72 kWh | 0,31 € |
| 1,5 litri | 1,08 kWh | 0,47 € |
Sono valori minimi: a questi si aggiunge il calore che la piastra cede al tessuto e all'aria. Un getto continuo di 40 grammi di vapore al minuto richiederebbe da solo circa 1,7 kW, quasi tutta la potenza di un ferro da 2.000 W.
Ferro tradizionale o sistema stirante con caldaia?
Si sente spesso dire che il sistema con caldaia «consuma di più all'ora ma finisce prima». La fisica dice che il conto dipende soprattutto da due cose:
- quanta acqua trasformi in vapore: ogni litro costa almeno 0,72 kWh, con qualsiasi apparecchio;
- per quanto tempo l'apparecchio resta acceso: piastra e caldaia disperdono calore anche quando non stai stirando.
Un sistema stirante che ti fa finire prima riduce il secondo costo, ma se usi molto più vapore aumenta il primo. Non esiste una risposta valida per tutti: misurare una sessione tipica con ciascun apparecchio è l'unico modo per saperlo.
I ferri da stiro non hanno un'etichetta energetica europea: non compaiono tra i prodotti con etichetta UE. Per confrontare due modelli restano la potenza e la portata di vapore, cioè quanti grammi al minuto produce.
Come misurare il consumo del tuo ferro
Il ferro ha una spina normale, quindi basta una presa con misuratore di energia (o una presa «smart» che mostra i consumi nell'app). Azzera il contatore della presa, stira come fai di solito e alla fine leggi i kWh. Dividendo per le ore di stiratura ottieni il consumo orario reale, e capisci quale colonna della tabella ti riguarda. Ripeti la prova in una sessione con molto vapore e in una quasi a secco: la differenza ti dirà quanto pesa il vapore.
Quanto si spende in un anno
Prendiamo un ferro da 2.000 W con resistenza accesa metà del tempo, cioè 1 kWh per ogni ora di stiratura:
| Stiratura | Ore a settimana | Energia in un anno | Costo in un anno |
|---|---|---|---|
| Occasionale | 0,5 | 26 kWh | 11,29 € |
| Leggera | 1 | 52 kWh | 22,58 € |
| Media | 2 | 104 kWh | 45,17 € |
| Intensa | 4 | 208 kWh | 90,33 € |
Con poco vapore (resistenza accesa il 30% del tempo) i valori scendono del 40%; con molto vapore (80%) salgono del 60%. Per esempio, due ore a settimana vanno da 62 a 166 kWh l'anno, cioè da 27,10 € a 72,27 €. ARERA usa 2.000 kWh l'anno come consumo della famiglia tipo: due ore di stiratura a settimana ne valgono, nel caso centrale, circa il 5%.
Abitudini che riducono il consumo
Funzionano tutte per lo stesso motivo: riducono il tempo in cui il ferro resta acceso o l'acqua trasformata in vapore.
- Stira tutto in una volta. Ogni accensione richiede di riscaldare la piastra da fredda: una sessione unica costa meno di tre sessioni brevi.
- Parti dai tessuti che vogliono la temperatura più bassa (sintetici, seta) e sali verso cotone e lino. Così non devi aspettare che il ferro si raffreddi tra un capo e l'altro.
- Usa il vapore solo dove serve. Sui capi leggeri o già lisci spesso basta il ferro a secco: ogni litro di vapore in meno vale almeno 0,72 kWh.
- Spegni qualche minuto prima della fine e finisci con il calore che resta nella piastra.
- Non lasciare il ferro acceso sull'asse nelle pause: anche fermo, il termostato continua a riaccendere la resistenza.
- Stendi bene il bucato. Meno pieghe vuol dire meno tempo con il ferro in mano. Se usi l'asciugatrice, non prolungare l'asciugatura oltre il necessario: i conti sono nella guida al consumo dell'asciugatrice.
- Decalcifica e pulisci la piastra come indica il libretto, soprattutto nei sistemi con caldaia: il calcare riduce l'uscita del vapore.
Ferro da stiro e contatore da 3 kW
Un ferro da 2.400 W assorbe a ogni riaccensione tutta la sua potenza. Secondo la guida tecnica di e-distribuzione, con un contratto da 3 kW puoi prelevare fino a 3,3 kW senza limiti di tempo e fino a 4 kW per almeno tre ore; oltre i 4 kW il contatore stacca entro due minuti. Facciamo un esempio: ferro da 2.400 W e lavatrice che scalda l'acqua con una resistenza da circa 2 kW fanno 4,4 kW insieme, e la corrente rischia di saltare.
Per verificare le combinazioni di casa tua usa il calcolatore della potenza del contatore; le regole sono nella guida al contatore da 3 kW. Anche phon e piastra per capelli lavorano con potenze simili: i loro consumi sono nella guida al consumo di phon e piastra.
Fonti
- e-distribuzione, Guida tecnica al contatore elettronico: tolleranze di prelievo per un contratto da 3 kW.
- Commissione europea, elenco dei prodotti con etichetta energetica e progettazione ecocompatibile: i ferri da stiro non hanno un'etichetta energetica.
- ARERA: prezzo di riferimento ARERA per i clienti vulnerabili in maggior tutela, IV trimestre 2026.
- Energia per il vapore: calcolo con il calore specifico dell'acqua (4,186 kJ per kg e per grado) e il calore di vaporizzazione a 100 °C (2.257 kJ per kg).
