Classe energetica degli elettrodomestici: come leggere l'etichetta A–G e quando la classe alta si ripaga

Classe energetica elettrodomestici: la scala A–G, i numeri dell'etichetta per ogni prodotto, la banca dati EPREL e quando la classe alta si ripaga.

A cura di Michele · aggiornato il Fonti verificate il 9 min di lettura

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Classe energetica degli elettrodomestici: come leggere l'etichetta A–G e quando la classe alta si ripaga
In questa guida
  1. La scala A–G e perché la classe A è quasi vuota
  2. Cosa significano i numeri, prodotto per prodotto
  3. Quanto separa una classe dall'altra
  4. Il calcolo giusto: si divide il sovrapprezzo, non il prezzo
  5. Dove la classe conta di più
  6. EPREL: la scheda ufficiale dietro il codice QR
  7. Bonus mobili 2026 e altri incentivi
  8. Fonti

La classe energetica, la lettera da A a G, dice quanto un elettrodomestico è efficiente rispetto ad altri dello stesso tipo e della stessa misura. Per la bolletta, però, conta il numero stampato sotto: il consumo in kWh. Qui trovi cosa significano i numeri dell'etichetta per ogni prodotto, quanto separa davvero una classe dall'altra e come capire se il sovrapprezzo di un modello più efficiente si ripaga.

La scala A–G e perché la classe A è quasi vuota

Le vecchie etichette arrivavano fino ad A+++: quasi tutto era in classe "A-qualcosa" e le differenze non si capivano più. Il Regolamento (UE) 2017/1369 ha stabilito che tutte le etichette tornino, prodotto per prodotto, alla scala da A a G, con una regola precisa (art. 11, paragrafo 8): quando un'etichetta viene introdotta o rifatta, la classe A deve partire verosimilmente vuota e, secondo le previsioni, devono passare almeno dieci anni prima che ci arrivi la maggior parte dei modelli.

Prodotto Scala A–G dal
Frigoriferi e congelatori 1° marzo 2021
Lavatrici e lavasciuga 1° marzo 2021
Lavastoviglie 1° marzo 2021
Televisori e monitor 1° marzo 2021
Lampadine 1° settembre 2021
Asciugatrici 1° luglio 2025

Due conseguenze pratiche. Una lavatrice in classe C o D di oggi non è necessariamente "scarsa": la nuova scala è stata resa più severa di proposito. E non esiste una tabella di conversione affidabile tra vecchia e nuova classe, perché sono cambiati anche i metodi di prova (per le lavatrici, per esempio, oggi si misura il programma "eco 40-60" e il consumo è dato per 100 lavaggi). Per confrontare due modelli, guarda i kWh.

Cosa significano i numeri, prodotto per prodotto

Prodotto Numero principale in etichetta Come ottenere i kWh all'anno
Frigorifero e congelatore kWh/anno è già il consumo annuo, misurato in laboratorio
Lavatrice kWh per 100 cicli del programma eco 40-60 ÷ 100 × lavaggi all'anno
Lavastoviglie kWh per 100 cicli del programma eco ÷ 100 × lavaggi all'anno
Asciugatrice kWh per 100 cicli di asciugatura ÷ 100 × cicli all'anno
Televisore e monitor kWh/1000h, separati per SDR e HDR il numero equivale ai watt medi: × ore all'anno ÷ 1000
Lampadina kWh/1000h come sopra: equivale ai watt

Le etichette riportano anche altre informazioni utili: litri d'acqua per ciclo, durata del programma eco, classe di centrifuga e rumorosità per le lavatrici; capienza e rumorosità per i frigoriferi; classe di condensazione per le asciugatrici a condensazione.

Attenzione a lavatrici e lavastoviglie: il consumo in etichetta vale per il programma eco, che dura a lungo proprio perché scalda l'acqua di meno. Con programmi più caldi o più rapidi si consuma di più. Come cambia il consumo da un programma all'altro è spiegato nelle guide alla lavatrice e alla lavastoviglie; per la TV vedi la guida al consumo della TV, per le lampadine quella su LED e lampade tradizionali.

I prodotti con la vecchia etichetta

Non tutto è già passato alla scala A–G:

  • condizionatori: scala da A+++ a D, con l'efficienza stagionale in raffrescamento (SEER) e in riscaldamento (SCOP) e un consumo annuo convenzionale in kWh;
  • forni e cappe: scala da A+++ a D;
  • scaldabagni: scala da A+ a F;
  • caldaie e pompe di calore per il riscaldamento: scala da A+++ a D;
  • stufe e altri apparecchi per il riscaldamento di un singolo ambiente: scala da A++ a G;
  • aspirapolvere: non hanno più un'etichetta dal 19 gennaio 2019. Con la sentenza dell'8 novembre 2018 (causa T-544/13 RENV) il Tribunale dell'UE ha annullato il regolamento che la prevedeva, e l'annullamento è diventato efficace il 18 gennaio 2019 (avviso della Commissione europea). Resta il limite di progettazione del Regolamento (UE) 666/2013: dal 1° settembre 2017 un aspirapolvere a filo deve restare sotto i 900 W di potenza nominale e sotto i 43 kWh l'anno nella prova standard; quelli senza filo e i robot sono esclusi (scheda della Commissione europea).

La Commissione europea sta preparando le nuove etichette A–G per condizionatori, apparecchi di cottura, scaldabagni e apparecchi per il riscaldamento (vedi per esempio la scheda sui condizionatori): fino ad allora, confronta i kWh o i coefficienti SEER e SCOP, che sono migliori quanto più sono alti.

Quanto separa una classe dall'altra

La classe si calcola con un indice di efficienza energetica: il consumo del modello diviso per un consumo di riferimento che dipende da tipo e dimensioni, espresso in percentuale. I limiti, fissati dai regolamenti di ciascun prodotto, sono questi:

Classe Frigoriferi Lavatrici Lavastoviglie Asciugatrici
A fino a 41 fino a 52 meno di 32 fino a 43
B 41–51 52–60 32–38 43–50
C 51–64 60–69 38–44 50–60
D 64–80 69–80 44–50 60–70
E 80–100 80–91 50–56 70–85
F 100–125 91–102 56–62 85–100
G oltre 125 oltre 102 62 o più oltre 100

A parità di misura, quindi, un frigorifero in classe A consuma al massimo circa la metà di uno al limite della classe D (41 contro 80). Per lavatrici, lavastoviglie e asciugatrici il salto da D ad A è più piccolo: dal 35 al 39% in meno.

Per una lavatrice da 8 kg, applicando la formula del regolamento sulle lavatrici, il consumo massimo per restare in ciascuna classe e il risparmio rispetto alla classe E, con 200 lavaggi eco all'anno (circa 4 a settimana), sono:

Classe Consumo massimo (kWh per 100 cicli) kWh all'anno Risparmio rispetto alla E Risparmio annuo Sovrapprezzo che si ripaga in 10 anni
A 47,3 94,5 70,9 kWh 30,79 € 307,92 €
B 54,5 109,1 56,4 kWh 24,49 € 244,95 €
C 62,7 125,4 40,0 kWh 17,37 € 173,72 €
D 72,7 145,4 20,0 kWh 8,69 € 86,86 €
E 82,7 165,4 — — —

L'ultima colonna è la regola pratica più utile: se il modello più efficiente costa meno di quella cifra in più, il sovrapprezzo rientra in dieci anni di lavaggi.

Il calcolo giusto: si divide il sovrapprezzo, non il prezzo

Per sapere in quanti anni si ripaga un elettrodomestico più efficiente bisogna distinguere due situazioni.

  1. Devi comprarlo comunque (il vecchio è rotto o non c'è): conta solo la differenza di prezzo tra i modelli che stai confrontando. Anni = sovrapprezzo ÷ risparmio annuo.
  2. Il vecchio funziona e pensi di cambiarlo per consumare meno: conta il prezzo intero del nuovo. Anni = prezzo ÷ risparmio annuo.

Esempio 1: scegliere la lavatrice. Prendiamo cinque lavatrici da 8 kg con prezzi ipotetici: classe E 320 €, D 380 €, C 450 €, B 550 €, A 700 €, ognuna al limite della propria classe e con 200 lavaggi eco all'anno. L'ultima colonna è il prezzo del kWh a partire dal quale il sovrapprezzo rientra in dieci anni (sovrapprezzo ÷ kWh risparmiati in dieci anni): non dipende dalla tariffa del momento, e basta confrontarla con la tua.

Classe Sovrapprezzo rispetto alla E Risparmio annuo Risparmio in 10 anni al prezzo di riferimento Rientra in 10 anni se il kWh costa almeno
D 60 € 20,0 kWh 86,86 € 0,30 €
C 130 € 40,0 kWh 173,72 € 0,33 €
B 230 € 56,4 kWh 244,95 € 0,41 €
A 380 € 70,9 kWh 307,92 € 0,54 €

Al prezzo di riferimento attuale (0,4343 €/kWh) rientrano in dieci anni le classi con una soglia più bassa di quel prezzo; le altre convengono se il sovrapprezzo è più basso o se fai più lavaggi. L'errore frequente è dividere il prezzo intero per il risparmio: per far rientrare in dieci anni i 700 € della classe A servirebbe un kWh a quasi 1 €, e sembrerebbe che l'efficienza non convenga mai.

Esempio 2: cambiare un frigorifero che funziona. Misuri il vecchio frigorifero per una settimana con una presa con misuratore di consumi e trovi 1,1 kWh al giorno, circa 400 kWh l'anno. Un modello nuovo della stessa capienza dichiara 180 kWh/anno: il risparmio è di 220 kWh l'anno, cioè 95,55 €, e in dieci anni 2.200 kWh (955,46 €). Con un prezzo ipotetico di 600 €, la spesa rientra in dieci anni già con un kWh a 0,27 €. Se invece il vecchio consuma 250 kWh l'anno, il risparmio scende a 70 kWh (30,40 € l'anno) e per rientrare in dieci anni servirebbe un kWh a 0,86 €: meglio tenerlo finché funziona. I consumi tipici e le regolazioni sono nella guida al consumo del frigorifero.

Quando devi scegliere tra due frigoriferi nuovi, la differenza in kWh/anno moltiplicata per gli anni di utilizzo dà il sovrapprezzo che ha senso pagare: tra un modello da 150 e uno da 250 kWh/anno, in 12 anni sono 1.200 kWh, cioè 521,16 €.

Dove la classe conta di più

  • Frigorifero e congelatore: acceso tutto l'anno, è l'apparecchio dove la classe pesa di più.
  • Asciugatrice: dal 1° luglio 2025 il regolamento (UE) 2023/2533 ammette solo modelli con indice di efficienza energetica fino a 85, cioè fino alla classe E, e secondo la Commissione europea in pratica solo quelli a pompa di calore. Il salto più grande è quindi rispetto a una vecchia asciugatrice a resistenza (vedi il consumo dell'asciugatrice).
  • Condizionatore: se lo usi molto, guarda SEER e SCOP (vedi il consumo del condizionatore).
  • Lavatrice e lavastoviglie: tra le classi la differenza è contenuta; conta di più usare il programma eco e il pieno carico.
  • TV e lampadine: l'etichetta ti dà direttamente i watt; più della lettera, conta il numero.

EPREL: la scheda ufficiale dietro il codice QR

Ogni etichetta nuova ha un codice QR che apre la scheda del modello nella banca dati europea EPREL, consultabile anche dal sito eprel.ec.europa.eu. Nella parte pubblica trovi l'etichetta in formato elettronico e la scheda informativa del prodotto, con tutti i valori dichiarati: consumi, durata dei programmi, rumorosità, capienza.

È utile per due motivi: puoi confrontare con calma due o tre modelli prima di andare in negozio, e puoi controllare che la classe pubblicizzata corrisponda a quella registrata. I dati sono dichiarati dal produttore e le autorità di sorveglianza del mercato possono verificarli.

Bonus mobili 2026 e altri incentivi

La principale agevolazione fiscale per gli elettrodomestici nel 2026 è il bonus mobili, prorogato dalla legge di bilancio 2026 (L. 199/2025). Secondo l'Agenzia delle Entrate:

  • detrazione del 50% su una spesa massima di 5.000 € (trasporto e montaggio compresi), divisa in 10 rate annuali;
  • spetta solo se è in corso una ristrutturazione dello stesso immobile: per gli acquisti del 2026, lavori iniziati dal 1° gennaio 2025;
  • classi minime: A per i forni, E per lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori;
  • pagamento con bonifico o carta di debito o credito, non in contanti né con assegni;
  • non spetta se l'intervento collegato è la sostituzione (o la nuova installazione) di una caldaia a combustibili fossili come unico generatore di calore: dal 1° gennaio 2025 quei lavori non sono più detraibili, e quindi non danno diritto al bonus (guida dell'Agenzia delle Entrate, gennaio 2026).

L'Ecobonus e le altre detrazioni per il risparmio energetico non riguardano gli elettrodomestici. Il "bonus elettrodomestici" del Ministero delle Imprese (un contributo fino al 30% del prezzo, con un massimo di 100 €, o 200 € con ISEE sotto 25.000 €) era una misura del 2025: le domande si sono chiuse il 31 dicembre 2025 (MIMIT).

Fonti

I costi in euro di questa pagina usano i prezzi di riferimento ARERA per la luce (0,4343 €/kWh, IV trimestre 2026, famiglia tipo da 2.000 kWh l'anno con 3 kW), tasse incluse, aggiornati a ogni revisione ARERA. La tua offerta può avere un prezzo diverso: inseriscilo nel calcolatore dei consumi.

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