Cento caffè da una macchina a capsule richiedono circa 1,8 kWh di elettricità: al prezzo di riferimento ARERA per i clienti vulnerabili in maggior tutela, IV trimestre 2026 (0,43 €/kWh) sono 0,79 € per tutte e cento le tazzine. Il dato viene dallo studio preparatorio realizzato per la Commissione europea sulle macchine da caffè per la casa (2011).
La stessa fonte mostra dove si nasconde la spesa vera: nelle ore in cui la macchina resta accesa e pronta, a tenere calda l'acqua che nessuno sta usando. Uno studio svizzero citato nel lavoro europeo ha stimato che una macchina lasciata accesa anche di notte può richiedere, per restare calda, fino a sei volte l'energia necessaria a fare il caffè.
Il prezzo usato è un riferimento, comprensivo di tasse e quote fisse per una famiglia tipo da 2.000 kWh l'anno; la tua offerta può costare di più o di meno. Per capire quanto paghi tu un kWh c'è la guida al costo del kWh in Italia.
Perché tanti watt costano così poco
Sulla targhetta, sotto la macchina, trovi la potenza: per le macchine espresso spesso supera i 1.000 watt. È quanto la macchina assorbe mentre scalda. Il consumo, quello che paghi, dipende da quanto a lungo assorbe quella potenza:
kWh = watt × ore di funzionamento ÷ 1.000
Per un espresso la resistenza lavora a piena potenza solo per poco tempo. Per scaldare 40 ml d'acqua da 20 a 90 °C bastano in teoria 3,3 Wh (0,0033 kWh). La macchina ne usa di più perché deve scaldare anche i propri componenti metallici e ne disperde una parte: nello studio europeo una macchina a capsule usa circa 18 Wh a tazzina, accensione compresa.
Quanto consuma ogni tipo di macchina
Lo studio europeo (Lot 25, curato da BIO Intelligence Service per la Commissione) ha usato un «periodo caffè» standard: accensione a macchina fredda, quattro tazze (tre da 40 ml e una da 120 ml) e il tempo in cui la macchina resta pronta subito dopo. Questi sono i consumi dei modelli tipici in uso all'epoca:
| Tipo di macchina | Energia per 4 tazze | Per tazzina | Per 100 tazzine | Costo di 100 tazzine |
|---|---|---|---|---|
| Superautomatica (con macinino) | 62 Wh | 15,5 Wh | 1,55 kWh | 0,67 € |
| Capsule | 73 Wh | 18,3 Wh | 1,83 kWh | 0,79 € |
| Espresso con portafiltro | 83 Wh | 20,8 Wh | 2,08 kWh | 0,90 € |
| Cialde morbide (pad) | 93 Wh | 23,3 Wh | 2,33 kWh | 1,01 € |
Per la moka elettrica lo studio europeo non ha dati. Facciamo un esempio con un modello da 480 W che impiega 5 minuti per una moka da tre tazze: 480 × 5 ÷ 60 ÷ 1.000 = 0,04 kWh, circa 13 Wh a tazzina. La potenza del tuo modello è sulla targhetta.
Facciamo ora un esempio con una famiglia ipotetica che prepara quattro caffè al giorno, tutti di seguito, con una macchina a capsule: 73 Wh al giorno, cioè 26,6 kWh l'anno, 11,55 €. È poco più dell'1% dei 2.000 kWh che ARERA usa come consumo annuo della famiglia tipo.
Il vero costo: la macchina accesa e pronta
Quando la macchina è accesa e pronta, la resistenza si riaccende di continuo per tenere l'acqua in temperatura. Lo studio europeo precisa che in questa fase l'assorbimento non è costante: durante il riscaldamento può superare i 1.000 W, poi torna a valori bassi fino al ciclo successivo. In media, per i modelli tipici, la potenza «pronta all'uso» era questa:
| Tipo di macchina | Potenza media da pronta | Accesa 1 ora al giorno | Accesa 8 ore al giorno |
|---|---|---|---|
| Capsule | 10 W | 3,7 kWh: 1,59 € | 29,2 kWh: 12,68 € |
| Superautomatica | 11 W | 4,0 kWh: 1,74 € | 32,1 kWh: 13,95 € |
| Espresso con portafiltro | 26 W | 9,5 kWh: 4,12 € | 75,9 kWh: 32,97 € |
I costi sono annui. Una macchina con portafiltro lasciata pronta otto ore al giorno consuma per restare calda circa due volte e mezzo l'energia di quattro caffè al giorno; accesa giorno e notte, oltre sette volte. Per una macchina a capsule otto ore di attesa valgono più o meno quanto tutti i caffè dell'anno.
Cosa dice la regola europea sullo spegnimento automatico
Dal 1° gennaio 2015 le macchine da caffè per la casa messe in vendita nell'UE devono spegnersi da sole, o passare in stand-by, poco dopo l'ultimo caffè. La regola è stata introdotta dal regolamento (UE) 801/2013 ed è confermata dal regolamento (UE) 2023/826, che si applica dal 9 maggio 2025. Il tempo massimo, nell'impostazione di fabbrica, è:
- 30 minuti dopo l'ultimo caffè per le macchine espresso, a capsule, a cialde e superautomatiche;
- 5 minuti per le macchine all'americana (a filtro) che conservano il caffè in una caraffa isolante;
- 40 minuti per quelle a filtro con caraffa non isolante, di solito tenuta calda da una piastra.
Il regolamento permette al costruttore di lasciare all'utente la possibilità di disattivare lo spegnimento automatico, ma in quel caso il libretto deve avvertire che i consumi aumentano. In pratica lo spreco grosso riguarda tre casi:
- macchine messe in vendita prima del 2015, che possono restare accese finché qualcuno non le spegne;
- spegnimento automatico disattivato o impostato su tempi lunghi;
- macchine accese «per averle pronte» molto prima del caffè, o riaccese più volte durante il giorno.
Con lo spegnimento entro 30 minuti, l'attesa dopo l'ultimo caffè costa poco: per una macchina con portafiltro, mezz'ora al giorno a 26 W fa 4,7 kWh l'anno, 2,06 €.
Lo stand-by
Spenta ma con la spina inserita, una macchina nuova non può superare 0,50 W, oppure 0,80 W se mostra un display acceso: al massimo 4,4 o 7,0 kWh l'anno, cioè 1,90 € o 3,04 €. I modelli più vecchi possono consumare di più: lo studio svizzero del 2003 citato nel lavoro europeo indicava 2 W, cioè 17,5 kWh l'anno. Il quadro di tutti gli stand-by di casa è nella guida ai consumi in stand-by.
Come verificare la tua macchina
Il modo più semplice è una presa con misuratore di energia (o una presa «smart» che mostra i consumi nell'app):
- fai un caffè partendo da macchina fredda e annota i kWh;
- lascia la macchina accesa e pronta per un'ora senza usarla e annota di nuovo;
- controlla dopo quanti minuti si spegne da sola.
Con queste tre prove sai quanto ti costa un caffè, quanto ti costa un'ora di attesa e se lo spegnimento automatico funziona. Lo stesso metodo vale per altri piccoli elettrodomestici, come la friggitrice ad aria.
Tre abitudini che bastano
- Spegni la macchina quando hai finito, oppure, se il menù lo consente, imposta lo spegnimento automatico sul tempo più breve che ti è comodo. Non disattivarlo.
- Concentra i caffè. Ogni accensione da fredda costa energia; le macchine con caldaia grande impiegano anche parecchi minuti per andare in temperatura (il tempo è indicato nel libretto). Meglio una sessione con più caffè che tre accensioni sparse, ma senza tenerla accesa tra una e l'altra per ore.
- Decalcifica con regolarità. Lo studio europeo ricorda che la decalcificazione regolare è una garanzia di lunga vita per la macchina. Segui il libretto; come indicazione, lo studio riporta questi intervalli:
| Caffè a settimana | Acqua dolce (sotto 19 °f) | Acqua dura (19–30 °f) | Acqua molto dura (sopra 30 °f) |
|---|---|---|---|
| Meno di 7 | una volta l'anno | ogni 8 mesi | ogni 6 mesi |
| Da 7 a 20 | ogni 4 mesi | ogni 3 mesi | ogni 2 mesi |
| Più di 20 | ogni 4 mesi | ogni 2 mesi | ogni mese |
La durezza dell'acqua di casa, in gradi francesi (°f), si trova di solito nelle informazioni del gestore dell'acquedotto.
Dove si risparmia davvero sul caffè
Con 100 tazzine a 0,79 € di elettricità, la corrente è la voce più piccola del costo di un caffè fatto in casa. Per capire dove va la spesa, prendi il prezzo di 100 capsule, o del caffè che usi per 100 tazzine, e confrontalo con quella cifra: se vuoi risparmiare, è sulla miscela e sul formato che c'è margine, non sui kWh. Sull'energia basta non tenere la macchina accesa quando non serve.
Fonti
- BIO Intelligence Service per la Commissione europea (DG ENER), Preparatory Studies for Ecodesign Requirements of EuPs (III), Lot 25: Non-tertiary coffee machines, luglio 2011: Task 3, abitudini d'uso e modalità pronta e Task 4, consumi per tipo di macchina e decalcificazione.
- Regolamento (UE) n. 801/2013: spegnimento automatico delle macchine da caffè dal 1° gennaio 2015.
- Regolamento (UE) 2023/826: tempi massimi di spegnimento automatico e limiti di consumo in stand-by.
- ARERA: prezzo di riferimento ARERA per i clienti vulnerabili in maggior tutela, IV trimestre 2026.
