"Salvavita" è il nome con cui in Italia si chiama comunemente l'interruttore differenziale: il dispositivo del quadro elettrico di casa che toglie la corrente quando una parte di essa si disperde verso terra, attraverso un apparecchio guasto, un cavo danneggiato, l'umidità o, nel caso peggiore, il corpo di una persona. BTicino usa ancora "Salvavita" come nome dei propri differenziali.
Se scatta, quindi, di solito non è perché stai consumando troppo: è il segnale che da qualche parte c'è una dispersione, e va preso sul serio. Prima di riarmarlo per la terza volta conviene capire quale interruttore è scattato e perché.
Prima di tutto, la sicurezza
- Se qualcuno ha preso la scossa, non toccarlo finché la corrente non è stata tolta e chiama i soccorsi (112 o 118). In caso di fumo o principio d'incendio chiama il 115.
- Se senti odore di bruciato, vedi scintille, prese annerite o acqua vicino a prese, scatole o quadro elettrico, non riarmare: chiama un elettricista.
- Non toccare il quadro con le mani bagnate o stando sul bagnato. Abbassare e alzare le levette degli interruttori è un'operazione prevista per chi abita la casa; aprire il quadro, le prese o gli apparecchi no.
- Non tenere su a forza la levetta, non bloccarla e non escludere mai il differenziale.
Chi è scattato? Differenziale, magnetotermico o contatore
Gli interruttori che possono lasciarti al buio sono diversi, e ognuno racconta una storia diversa.
| Interruttore | Dove si trova | Perché interviene | Come lo riconosci |
|---|---|---|---|
| Differenziale ("salvavita") | Quadro elettrico di casa | Corrente che si disperde verso terra | Ha un tasto di prova con la lettera "T" o la scritta "test" e indica la sensibilità, di solito 30 mA |
| Magnetotermico | Quadro elettrico, spesso uno per ogni linea | Sovraccarico o cortocircuito su quella linea | Non ha il tasto di prova; riporta la corrente nominale, per esempio "C16" |
| Magnetotermico differenziale | Quadro elettrico | Entrambe le cose | Ha il tasto "T" |
| Interruttore del contatore | Vano del contatore | Superamento della potenza disponibile, oppure un guasto | Sul display del contatore elettronico compare "Distacco imposto supero potenza" |
Due precisazioni importanti dalla guida tecnica del contatore di e-distribuzione. La prima: il contatore non ha alcuna funzione di salvavita e non sostituisce i dispositivi di protezione dell'impianto di casa. La seconda: quando a staccare è il contatore, le ipotesi indicate dal distributore sono due, troppi apparecchi accesi insieme oppure un guasto nell'impianto o in un apparecchio.
Cosa fa il differenziale, in parole semplici
In un impianto sano, la corrente che entra in un circuito è uguale a quella che ne esce. Il differenziale confronta continuamente le due: se una parte manca, vuol dire che sta andando verso terra per una strada sbagliata, e il dispositivo apre il circuito nel più breve tempo possibile, come spiega la guida tecnica ABB sugli interruttori differenziali.
In casa si usano di solito differenziali ad alta sensibilità, da 30 milliampere: intervengono con dispersioni di 30 millesimi di ampere. Secondo la stessa guida, la norma CEI 64-8 prevede questa protezione nei locali di abitazione per i circuiti delle prese. Il differenziale serve anche contro gli incendi: rileva le piccole fughe di corrente dovute a un isolamento che cede, che spesso precedono un cortocircuito.
Le cause più comuni di una dispersione
- Apparecchi con resistenze e acqua. Lavatrice, lavastoviglie, scaldabagno elettrico, forno, bollitore e stufette scaldano con una resistenza. Se l'isolamento della resistenza o dei collegamenti si deteriora, parte della corrente finisce sulla carcassa metallica e verso terra.
- Umidità e acqua. Prese, punti luce e scatole all'aperto (giardino, balconi, cortili), cantine e garage umidi, infiltrazioni dopo un temporale.
- Cavi o prolunghe danneggiati. Schiacciati sotto un mobile, forati da un chiodo, rovinati da roditori, con l'isolante consumato.
- Tante piccole dispersioni sommate. Computer, TV, alimentatori e altri apparecchi elettronici hanno filtri che disperdono correnti minime; secondo la guida ABB, sommate possono far scattare un differenziale anche senza un guasto vero.
- Sovratensioni. Fulmini durante un temporale o manovre sulla rete elettrica possono provocare interventi indesiderati.
- Il differenziale stesso. Più raramente il difetto è nel dispositivo: solo un elettricista può verificarlo con gli strumenti adatti.
Il momento in cui scatta è già un indizio:
| Quando scatta | Sospetto principale |
|---|---|
| Sempre quando parte un certo apparecchio | Quell'apparecchio |
| Quando piove o c'è molta umidità | Punti elettrici all'esterno o in locali umidi |
| Durante un temporale | Sovratensioni |
| Appena lo riarmi, anche con tutto staccato | L'impianto o il differenziale: serve un elettricista |
| Ogni tanto, senza un legame chiaro | Piccole dispersioni sommate o un difetto intermittente |
La diagnosi passo per passo, senza aprire niente
L'obiettivo è isolare il colpevole riaccendendo una cosa alla volta.
- Stacca le spine degli apparecchi principali, soprattutto quelli che scaldano o usano acqua. Per gli apparecchi fissi, come forno da incasso o scaldabagno, usa il loro interruttore dedicato, se c'è.
- Nel quadro abbassa gli interruttori delle singole linee (i magnetotermici), se il tuo quadro li ha.
- Riarma il differenziale. Se scatta di nuovo subito, anche con tutto staccato e tutte le linee abbassate, il guasto è nell'impianto o nel differenziale: fermati e chiama un elettricista.
- Rialza le linee una alla volta, aspettando qualche istante tra l'una e l'altra. Se scatta quando alzi una certa linea, il problema è lì o in un apparecchio fisso collegato a quella linea, per esempio scaldabagno, forno o luci esterne: lasciala abbassata e chiama l'elettricista.
- Se tutte le linee reggono, riattacca e accendi gli apparecchi uno alla volta. Se scatta all'accensione di uno in particolare, staccalo e non usarlo finché non è stato controllato dall'assistenza o da un tecnico. Spostarlo su un'altra presa non risolve: il guasto resta nell'apparecchio.
- Se scatta solo ogni tanto, annota giorno, ora, tempo atmosferico e apparecchi accesi: sono le informazioni più utili per chi dovrà fare la diagnosi.
Il tasto T: la prova periodica
Tutti i differenziali hanno un tasto di prova, marcato "T" o "test", pensato proprio perché sia l'utente a verificarne il funzionamento. Si preme con l'interruttore inserito e la corrente presente: il differenziale deve scattare. Poi lo si riarma.
Ogni quanto farlo lo indica il produttore: segui le istruzioni riportate sul dispositivo o nella documentazione dell'impianto e, se non le trovi, chiedi all'impresa che ha realizzato l'impianto. Prima della prova salva il lavoro al computer e, se in casa ci sono apparecchi elettromedicali, organizzati perché non restino senza alimentazione.
Se premendo "T" il differenziale non scatta, potrebbe non proteggerti più: chiama un elettricista senza aspettare.
E se a staccare è il contatore?
Quando salta tutto e nel quadro gli interruttori sono al loro posto, guarda il contatore. Con i contatori elettronici di e-distribuzione e un contratto da 3 kW puoi prelevare fino a 3,3 kW senza limiti di tempo e fino a 4 kW per almeno tre ore; sopra i 4 kW il contatore stacca entro due minuti, dopo aver mostrato sul display "RIDURRE CARICO SUPERO POTENZA" e "RISCHIO DISTACCO SUPERO POTENZA". Spegni uno o due apparecchi che scaldano e riattiva l'interruttore del contatore.
Qui non c'è nessuna dispersione: stai chiedendo più potenza di quella disponibile. Le regole complete, i messaggi del display e quanto costa passare a 4,5 kW sono in potenza contatore 3 kW; per sommare le potenze dei tuoi apparecchi c'è il calcolatore della potenza del contatore; come leggere il display è spiegato in contatore elettronico: come leggerlo. Se però il contatore stacca con pochi apparecchi accesi, vale la seconda ipotesi del distributore, un guasto: anche qui serve un elettricista.
Quando chiamare l'elettricista
- Il differenziale scatta anche con tutto staccato.
- Scatta sempre quando rialzi una certa linea.
- Premendo "T" non scatta.
- Senti odore di bruciato, o prese e spine sono calde, annerite o sfrigolano.
- C'è acqua o un'infiltrazione vicino a prese, scatole o quadro.
- Gli scatti sono frequenti e non riesci a collegarli a una causa.
Non sostituire il differenziale da solo e non montarne uno meno sensibile per "farlo stare su". Il decreto 37/2008 stabilisce che i lavori di installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione straordinaria dell'impianto vanno affidati a imprese abilitate, che alla fine rilasciano la dichiarazione di conformità; al proprietario spetta mantenere l'impianto sicuro seguendo le istruzioni dell'installatore e dei produttori.
Cosa chiedere all'elettricista:
- la verifica dell'isolamento e delle dispersioni linea per linea;
- la prova del differenziale con uno strumento;
- se conviene dividere l'impianto in più circuiti, ognuno con il proprio differenziale, così un guasto non lascia al buio tutta la casa: è la soluzione indicata dalla guida CEI 23-98, citata nella guida ABB, contro gli scatti indesiderati;
- se il tipo di differenziale è adatto agli apparecchi che usi: ne esistono di tipi diversi, per esempio AC, A e F.
Fonti
- e-distribuzione, Guida tecnica del contatore elettronico monofase Open Meter (il contatore non è un salvavita, cause dello stacco, tolleranze e messaggi)
- ABB, Guida tecnica "Protezione contro i guasti verso terra con gli interruttori differenziali" (funzionamento, 30 mA e CEI 64-8, tasto di test, scatti indesiderati e CEI 23-98)
- BTicino, scheda del modulo differenziale Salvavita G23F32
- Decreto 22 gennaio 2008, n. 37, articoli 7 e 8
