Accise e IVA in bolletta: le aliquote 2026 di luce e gas con esempi di calcolo

Accise e IVA in bolletta: accisa sulla luce ed esenzione per la residenza, scaglioni del gas, addizionale regionale, IVA al 10% e al 22%, con esempi.

Redazione Risparmix · aggiornato il 9 min di lettura
Accise e IVA in bolletta: le aliquote 2026 di luce e gas con esempi di calcolo
In questa guida
  1. Luce: 0,0227 € per kWh e l'esenzione per la casa di residenza
  2. Gas: quattro scaglioni e due zone d'Italia
  3. IVA: 10% sulla luce, 10% e 22% sul gas
  4. Un esempio completo per la luce
  5. Come controllare le imposte in bolletta
  6. Fonti

Nelle bollette di casa ci sono tre imposte: l'accisa, un'imposta statale che si paga per ogni kWh o metro cubo; l'addizionale regionale, che esiste solo sul gas; l'IVA, che si calcola sul totale. Nel IV trimestre 2026 le imposte valevano 4,18 centesimi su 43,43 per kWh, il 9,6%, nella bolletta elettrica di riferimento di ARERA (comunicato del 29 settembre 2026). Nel gas pesano molto di più: a settembre 2026 erano 39,55 centesimi su 162,02 per Smc, il 24,4% (nota ARERA del 2 ottobre 2026).

Le aliquote che seguono sono quelle della tabella ufficiale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, aggiornata al 4 luglio 2026.

Luce: 0,0227 € per kWh e l'esenzione per la casa di residenza

Nelle abitazioni l'accisa sull'energia elettrica è di 0,0227 € per kWh. La legge (D.Lgs. 504/1995, art. 52, comma 3, lettera e) prevede un'esenzione, ma solo se valgono entrambe le condizioni:

  • la casa è la tua residenza anagrafica;
  • la potenza impegnata non supera 3 kW.

In questo caso i primi 150 kWh al mese sono esenti. Le soglie sono mensili e, per i contratti da oltre 1,5 fino a 3 kW (quindi anche quelli da 3 kW), funzionano così:

  • fino a 150 kWh nel mese non paghi accisa;
  • tra 150 e 220 kWh la paghi solo sui kWh oltre i 150;
  • oltre 220 kWh l'esenzione si «restituisce»: ogni kWh sopra i 220 toglie un kWh ai 150 esenti, e a 370 kWh nel mese l'esenzione è sparita.

Con potenza fino a 1,5 kW la restituzione parte subito sopra i 150 kWh e l'esenzione si azzera a 300 kWh. Seconde case, case non di residenza e contratti sopra i 3 kW pagano l'accisa dal primo kWh. Sulla luce non esiste un'addizionale regionale.

Consumo nel mese Accisa: residenza, 3 kW Accisa: non residenti o oltre 3 kW
100 kWh 0,00 € 2,27 €
150 kWh 0,00 € 3,41 €
200 kWh 1,14 € 4,54 €
220 kWh 1,59 € 4,99 €
250 kWh 2,95 € 5,68 €
300 kWh 5,22 € 6,81 €
370 kWh 8,40 € 8,40 €

Il risparmio massimo è di 40,86 € l'anno (150 kWh × 12 mesi × 0,0227 €). Poiché il calcolo è mese per mese, i picchi pesano: una famiglia ipotetica residente, con 3 kW e 2.700 kWh l'anno, paga 21,79 € di accisa se consuma 225 kWh ogni mese, ma 30,42 € se consuma 330 kWh nei quattro mesi estivi e 172,5 kWh negli altri otto. Se non fosse residente pagherebbe 61,29 € in entrambi i casi.

Gas: quattro scaglioni e due zone d'Italia

Sul gas l'accisa cresce con i metri cubi consumati nell'anno, per scaglioni, ed è più bassa nel Mezzogiorno (D.Lgs. 26/2007, art. 2). Dal 2026 la legge parla di «usi domestici» invece che di «usi civili», ma le aliquote sono le stesse.

Consumo annuo Centro-Nord Mezzogiorno
fino a 120 m³ 0,044 € per m³ 0,038 € per m³
da 120 a 480 m³ 0,175 € per m³ 0,135 € per m³
da 480 a 1.560 m³ 0,170 € per m³ 0,120 € per m³
oltre 1.560 m³ 0,186 € per m³ 0,150 € per m³

Le aliquote del Mezzogiorno valgono in Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, nelle province di Latina e Frosinone, in alcuni comuni delle province di Rieti e Roma e del comprensorio del fiume Tronto, all'isola d'Elba, al Giglio e a Capraia (sono i territori indicati dal testo unico sul Mezzogiorno, DPR 218/1978). Ecco quanto vale l'accisa in un anno a diversi livelli di consumo:

Consumo annuo Accisa Centro-Nord Accisa Mezzogiorno
300 m³ (cucina e acqua calda) 36,78 € 28,86 €
700 m³ 105,68 € 79,56 €
1.100 m³ (famiglia tipo ARERA) 173,68 € 127,56 €
1.500 m³ 241,68 € 175,56 €
2.000 m³ 333,72 € 248,76 €

Poi c'è l'addizionale regionale, prevista per le Regioni a statuto ordinario (D.Lgs. 398/1990, art. 9) e fissata da ogni Regione. Due esempi per gli usi domestici: il Piemonte applica 0,022 € per m³ fino a 120 m³ e 0,0258 € oltre; il Lazio, fuori dai comuni del Mezzogiorno, 0,022 € e 0,03099 €. Su 1.100 m³ fanno circa 27,92 € in Piemonte e 33,01 € nel Lazio.

IVA: 10% sulla luce, 10% e 22% sul gas

Per la luce di casa l'IVA è del 10% e si applica sull'importo totale della bolletta, accisa compresa.

Per il gas la regola è diversa: 10% sui primi 480 m³ consumati nell'anno, 22% sui consumi oltre questa soglia e sulle quote fisse, come spiega la guida ARERA alle voci di spesa del gas. La soglia dei 480 m³ è scritta nella norma sull'IVA agevolata, modificata dal D.Lgs. 26/2007, art. 2, comma 5.

Due correzioni a idee diffuse:

  • Il 22% sul gas non dipende dalla seconda casa. Anche nella casa di residenza i consumi oltre 480 m³ l'anno e le quote fisse hanno l'IVA al 22%: non è un errore da contestare. Con 1.100 m³ l'anno, il 56% dei metri cubi supera la soglia.
  • L'IVA al 5% sul gas è finita. Era una misura della crisi energetica: l'ultima proroga riguardava i consumi di ottobre, novembre e dicembre 2023 (D.L. 131/2023, art. 1, comma 5).

Un esempio completo per la luce

Prendiamo il cliente tipo di ARERA: 2.000 kWh l'anno, 3 kW, casa di residenza, consumi distribuiti in modo uniforme. Nel IV trimestre 2026 il suo prezzo al netto delle imposte era di 39,25 centesimi per kWh (43,43 meno 4,18 di imposte).

Voce Calcolo Importo annuo
Accisa 2.000 kWh ÷ 12 = 166,7 kWh al mese, di cui 16,7 oltre i 150 esenti: 200 kWh l'anno × 0,0227 € 4,54 €
IVA 10% 10% di (785,00 € di spesa senza imposte + 4,54 € di accisa) 78,95 €
Imposte totali 83,49 €

Fanno 4,17 centesimi per kWh: lo stesso risultato di ARERA (4,18), a meno di un arrotondamento. Se la stessa famiglia non fosse residente, la sola accisa salirebbe a 45,40 € l'anno, più l'IVA che si calcola anche sull'accisa.

Per il gas la famiglia tipo ARERA consuma 1.100 m³: nel Centro-Nord paga 173,68 € di accisa, più l'addizionale della sua Regione (circa 28 € in Piemonte) e l'IVA al 10% per i primi 480 m³ e al 22% sul resto e sulle quote fisse. Il totale delle imposte calcolato da ARERA a settembre 2026 è di 39,55 centesimi per Smc.

Accisa e IVA crescono con i consumi: per stimare i tuoi kWh parti dal calcolatore dei consumi. Come termine di paragone per la spesa complessiva c'è il prezzo di riferimento ARERA per i clienti vulnerabili in maggior tutela, IV trimestre 2026, pari a 0,43 €/kWh: una media per il cliente tipo, che può essere diversa dal prezzo della tua offerta.

Come controllare le imposte in bolletta

Nel formato in vigore dal 1° luglio 2025 lo scontrino dell'energia riporta una sola riga «Accise e IVA». Il dettaglio è nel riquadro «Imposte», che deve indicare ogni aliquota, i kWh o metri cubi a cui si applica, l'importo e l'eventuale esenzione (Allegato A alla delibera ARERA 315/2024, art. 8.19). Tre controlli:

  1. Luce: se sei residente con 3 kW e consumi meno di 150 kWh al mese, l'accisa deve essere zero. Se paghi l'accisa piena, verifica che in bolletta tu risulti «domestico residente».
  2. Gas: controlla di essere nella zona giusta (Centro-Nord o Mezzogiorno) e che il 10% sia applicato ai primi 480 m³ dell'anno.
  3. Addizionale regionale: compare solo sul gas. Se la trovi sulla luce, chiedi spiegazioni al venditore.

Dove si trova il riquadro e come leggere il resto è spiegato nelle guide alla bolletta della luce e alla bolletta del gas. Gli oneri di sistema non sono imposte, anche se spesso vengono confusi con esse: li spieghiamo nella guida agli oneri di sistema.

Fonti

I costi in euro di questa pagina usano i prezzi di riferimento ARERA per la luce (0,43 €/kWh, IV trimestre 2026), tasse incluse, aggiornati a ogni revisione ARERA. La tua offerta può avere un prezzo diverso: inseriscilo nel calcolatore dei consumi.

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