Consumo microonde: quanti kWh usa davvero e quando conviene

Consumo microonde: perché i watt sul frontale non sono quelli che paghi, quanto costano ogni uso e lo stand-by, e quando conviene rispetto a forno e fornello.

Redazione Risparmix · aggiornato il 8 min di lettura
Consumo microonde: quanti kWh usa davvero e quando conviene
In questa guida
  1. Il numero sul frontale non è quello che paghi
  2. Quanto consuma ogni operazione
  3. Abbassare la potenza non fa risparmiare
  4. Quanto arriva davvero al cibo
  5. Microonde, forno o fornello: cosa conviene
  6. Grill e funzione combinata
  7. Lo stand-by: l'orologio acceso tutto l'anno
  8. Quanto costa in un anno
  9. Quando il microonde non è la scelta giusta
  10. Fonti

Riscaldare un piatto per tre minuti con un microonde che assorbe 1.200 W richiede 0,06 kWh: al prezzo di riferimento ARERA per i clienti vulnerabili in maggior tutela, IV trimestre 2026 (0,43 €/kWh) sono 0,03 €. In un anno, le stime raccolte dal Centro comune di ricerca della Commissione europea (JRC) vanno da 33 a 86 kWh a seconda delle abitudini, cioè da 14,33 € a 37,35 €.

Il prezzo usato qui è un riferimento, comprensivo di tasse e quote fisse per una famiglia tipo da 2.000 kWh l'anno; la tua offerta può costare di più o di meno. Con il calcolatore dei consumi puoi rifare i conti con il tuo prezzo.

Il numero sul frontale non è quello che paghi

Sul frontale o sulla confezione del microonde c'è scritto, per esempio, «800 W». Quella è la potenza delle microonde, cioè l'energia che il forno riesce a mandare nel cibo: si misura con il metodo della norma IEC 60705, scaldando un recipiente d'acqua. Dalla presa l'apparecchio ne preleva di più, perché la trasformazione non è perfetta e in più lavorano ventola, luce e piatto rotante.

Quanto di più? Secondo i dati dell'industria riportati dal JRC, il magnetron (il componente che genera le microonde) converte in microonde circa il 70% dell'energia che assorbe, e per l'apparecchio nel suo insieme il JRC usa un rendimento del 55%. Un forno da 800 W di potenza microonde preleva quindi dalla presa, a seconda del modello, da circa 1.150 a oltre 1.400 W. Il dato esatto è la potenza assorbita scritta sulla targhetta, di solito sul retro o all'interno dello sportello: è quella da usare nei conti.

Il calcolo è quello di qualsiasi apparecchio: kWh = watt assorbiti × ore di funzionamento ÷ 1.000. Con i minuti si divide anche per 60.

Potenza assorbita 1 minuto 5 minuti 10 minuti Costo di 10 minuti
1.000 W 0,017 kWh 0,083 kWh 0,167 kWh 0,07 €
1.200 W 0,020 kWh 0,100 kWh 0,200 kWh 0,09 €
1.400 W 0,023 kWh 0,117 kWh 0,233 kWh 0,10 €

Quanto consuma ogni operazione

Per gli esempi usiamo un microonde che assorbe 1.200 W. I tempi sono indicativi: dipendono dalla quantità di cibo, dalla temperatura di partenza e dal modello.

Operazione Tempo Energia Costo
Scaldare una tazza di latte (250 ml) 1,5–2 minuti 0,03–0,04 kWh 0,01 € – 0,02 €
Riscaldare un piatto pronto (350 g) 2,5–3,5 minuti 0,05–0,07 kWh 0,02 € – 0,03 €
Cuocere verdure surgelate (400 g) 5–7 minuti 0,10–0,14 kWh 0,04 € – 0,06 €
Cuocere patate (500 g) 8–10 minuti 0,16–0,20 kWh 0,07 € – 0,09 €
Scongelare carne (500 g) 8–10 minuti a potenza ridotta 0,1 kWh o poco più 0,04 € o poco più

La riga dello scongelamento è calcolata in modo diverso, perché a potenza ridotta l'apparecchio non preleva sempre 1.200 W. Per sciogliere il ghiaccio di mezzo chilo di carne congelata servono circa 0,04 kWh di calore che devono arrivare al cibo; se al cibo arriva al massimo il 40% dell'energia (vedi sotto), dalla presa ne servono almeno 0,1.

Abbassare la potenza non fa risparmiare

È un dubbio frequente: «se lo metto a metà potenza consuma meno?». Per scaldare lo stesso piatto alla stessa temperatura serve la stessa energia. A metà potenza ci metti circa il doppio del tempo e ventola, luce e piatto rotante restano accesi più a lungo: il consumo è simile, a volte un po' più alto.

Le potenze ridotte servono a scaldare in modo più uniforme, per esempio per scongelare senza cuocere i bordi o per ammorbidire il burro. Non sono un modo per risparmiare.

Quanto arriva davvero al cibo

Il JRC riporta una stima dell'industria: in genere arriva al cibo fino al 40% dell'energia prelevata dalla presa. La percentuale dipende soprattutto dalla quantità: un cucchiaio di sugo sprecato in un forno vuoto rende poco, un piatto pieno rende di più. Per lo stesso motivo conviene scaldare in una volta sola ciò che si mangia insieme, invece di fare tre giri da un minuto.

Secondo i produttori interpellati per gli studi europei, i microonde moderni sono già vicini al massimo rendimento possibile e la dimensione della cavità non lo cambia: tra un modello e l'altro le differenze di consumo sono piccole. È uno dei motivi per cui i microonde non hanno un'etichetta energetica: i regolamenti UE sull'etichetta e sulla progettazione dei forni (65/2014 e 66/2014) escludono espressamente gli apparecchi con funzione microonde.

Microonde, forno o fornello: cosa conviene

Non esiste una prova ufficiale che metta a confronto diretto microonde e forno: il JRC lo dice chiaramente. Esistono però stime del Market Transformation Programme, il programma del governo britannico sull'efficienza dei prodotti, che il JRC riporta nel suo studio:

Preparazione Confrontata con Energia risparmiata con il microonde
Patate pentola sul fornello 70–75%
Filetto di salmone fresco pentola sul fornello 63–78%
Verdure surgelate pentola sul fornello 65%
Piatto pronto surgelato forno elettrico 55–73%
Lasagne forno elettrico 40–81%
Latte pentolino sul fornello 25–50%

Il quadro è chiaro. Il microonde stravince sul forno per riscaldare e per le porzioni piccole, perché il forno deve prima scaldare decine di litri d'aria e le sue pareti. Facciamo un esempio: riscaldare un piatto per 3 minuti costa 0,03 €; nel forno elettrico, tra preriscaldamento e un quarto d'ora di cottura, si arriva a 0,4–0,7 kWh, cioè 0,17 € – 0,30 € (la stima è spiegata nella guida al consumo del forno elettrico).

Vince anche sulla pentola per le cotture «a vapore» come patate e verdure, dove il fornello deve scaldare molta acqua e la pentola. Sui liquidi il vantaggio è più piccolo: scaldare 250 ml di latte dal frigorifero a 65 °C richiede in teoria appena 0,017 kWh, e secondo le stime britanniche il microonde fa risparmiare dal 25 al 50% rispetto al pentolino. Se cucini a induzione, i confronti sono nella guida al consumo della piastra a induzione.

Grill e funzione combinata

Molti microonde hanno anche il grill o la cottura ad aria calda. Queste funzioni usano resistenze, come un piccolo forno: un grill da 1.200 W acceso 10 minuti consuma 0,2 kWh, 0,09 €, come dieci minuti di microonde alla stessa potenza assorbita. Nelle funzioni combinate le microonde accorciano i tempi rispetto al solo grill o al forno, ma non esiste ancora un metodo ufficiale per misurarne il consumo.

Per dorare e rendere croccante, il confronto giusto è con il forno o con la friggitrice ad aria, non con le microonde.

Lo stand-by: l'orologio acceso tutto l'anno

Il microonde passa la maggior parte della sua vita spento, con l'orologio acceso. Il regolamento (UE) 2023/826, che si applica dal 9 maggio 2025, include i forni a microonde tra gli apparecchi con limiti di consumo a riposo: 0,50 W da spento e da stand-by semplice, 0,80 W con il display acceso (da spento il limite scende a 0,30 W dal 2027).

Consumo a riposo Energia in un anno Costo in un anno
0,5 W (senza display) 4,4 kWh 1,91 €
0,8 W (con orologio) 7,0 kWh 3,04 €
3 W (ipotesi per un modello vecchio) 26,3 kWh 11,42 €

I limiti valgono per i modelli messi in vendita da maggio 2025; un apparecchio più vecchio può assorbire di più. Per saperlo basta una presa con misuratore di energia, che costa poco e si usa con qualsiasi elettrodomestico con la spina. Se l'orologio non ti serve, una presa con interruttore azzera la voce. Il quadro di tutti gli stand-by di casa è nella guida ai consumi in stand-by.

Quanto costa in un anno

Secondo l'indagine sulle abitudini degli europei condotta per lo studio del JRC, chi ha un microonde lo usa in media 18,9 volte a settimana, soprattutto per scaldare bevande e piatti già pronti.

Facciamo un esempio con una famiglia ipotetica che lo usa tre volte al giorno per 2,5 minuti, con un apparecchio da 1.200 W: sono 54,8 kWh l'anno. Aggiungendo l'orologio acceso (7 kWh) si arriva a circa 62 kWh, 26,84 €: dentro la forbice di 33–86 kWh delle stime europee, e circa il 3% dei 2.000 kWh che ARERA usa come consumo annuo della famiglia tipo.

Quando il microonde non è la scelta giusta

  • Croccante e dorato: pizza, fritti, gratinati e pane restano molli; meglio forno, grill o friggitrice ad aria.
  • Dolci lievitati: non lievitano come nel forno.
  • Uova con il guscio: possono scoppiare, come avvertono i libretti di istruzioni.
  • Grandi quantità: oltre un certo volume i tempi si allungano e il vantaggio sul forno si riduce.

Fonti

I costi in euro di questa pagina usano i prezzi di riferimento ARERA per la luce (0,43 €/kWh, IV trimestre 2026), tasse incluse, aggiornati a ogni revisione ARERA. La tua offerta può avere un prezzo diverso: inseriscilo nel calcolatore dei consumi.

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