«Tanto io sono ancora nel mercato tutelato.» — quante volte l'hai detto, o l'hai sentito dire a un parente? Spoiler: con ogni probabilità non è più vero. Per la maggior parte degli italiani il mercato tutelato semplicemente non esiste più, e non da ieri.
Il gas ha chiuso i battenti per primo, a gennaio 2024. L'energia elettrica ha seguito a luglio 2024 per tutti i clienti domestici non vulnerabili, che sono stati spostati d'ufficio in un regime ponte chiamato Servizio a Tutele Graduali (STG). Solo i clienti vulnerabili continuano ad avere diritto alla tutela vera e propria.
Risultato: oggi la domanda non è più «meglio tutelato o libero?», ma «sono finito nel STG senza accorgermene, e mi conviene restarci o passare al libero?». In questa guida ti spiego cosa è cambiato davvero, come funziona il STG e come scegliere un'offerta senza farti fregare.
In sintesi
Dal luglio 2024 i clienti non vulnerabili non hanno più la tutela: chi non ha scelto è finito nel Servizio a Tutele Graduali, assegnato per asta. La differenza in bolletta tra una buona e una cattiva offerta può superare i 100-200 € l'anno su un consumo medio di 2.700 kWh. Il prezzo di riferimento resta intorno a 0,30 €/kWh per la luce e 1,10-1,40 €/Smc per il gas (valori indicativi 2025-2026).
Cos'è successo davvero: la fine della tutela in due date
Per anni in Italia sono coesistiti due mondi: il mercato tutelato (o "maggior tutela"), con prezzi e condizioni fissati da ARERA ogni trimestre, e il mercato libero, dove ogni venditore propone le proprie offerte. Quel doppio binario è stato smantellato.
| Cosa | Quando è finita la tutela | Cosa succede a chi non ha scelto |
|---|---|---|
| Gas (clienti domestici) | 10 gennaio 2024 | Passaggio al servizio di "tutela graduale gas" / offerta PLACET dal proprio venditore |
| Luce – clienti non vulnerabili | 1 luglio 2024 | Assegnazione al Servizio a Tutele Graduali (STG) tramite asta |
| Luce – clienti vulnerabili | Tutela ancora attiva | Restano nel Servizio di Maggior Tutela |
La cosa importante da capire: se a luglio 2024 eri ancora in maggior tutela e non vulnerabile, non sei rimasto senza luce e non hai dovuto fare nulla. Sei stato assegnato in automatico al STG, con un fornitore individuato tramite gara per la tua zona. La fornitura è continuata senza interruzioni, è cambiato solo il "regime" e il prezzo.
Chi è considerato cliente vulnerabile?
Non è una categoria che decidi tu: la stabilisce la normativa. Secondo ARERA sei vulnerabile se rientri in almeno una di queste condizioni:
- hai più di 75 anni;
- percepisci un bonus sociale per disagio economico (ISEE basso);
- sei in condizioni di disabilità ai sensi della legge 104;
- utilizzi apparecchiature elettromedicali salvavita;
- la tua utenza si trova in un'isola minore non interconnessa o in una struttura abitativa di emergenza dopo eventi calamitosi.
Se rientri in uno di questi casi, hai diritto a restare nel servizio di maggior tutela con prezzo aggiornato trimestralmente da ARERA. Conviene? Spesso sì, perché è una rete di protezione; ma anche un vulnerabile può scegliere il libero se trova di meglio.
Come funziona il Servizio a Tutele Graduali (STG)
Il STG è pensato come un regime di transizione: accompagna i clienti dalla tutela al mercato libero, evitando che restino "scoperti". Funziona così:
- ARERA ha diviso l'Italia in aree geografiche.
- Per ogni area è stata bandita un'asta: i venditori hanno gareggiato al ribasso per accaparrarsi i clienti.
- Il vincitore serve quei clienti a condizioni definite da ARERA, non liberamente dal venditore.
In pratica il prezzo del STG è regolato e generalmente competitivo, perché nasce da una gara al ribasso. La componente energia è indicizzata al PUN (il prezzo all'ingrosso dell'elettricità), a cui si aggiunge una piccola quota fissa stabilita dall'asta. Se vuoi capire come si muove questo indice, ho approfondito il meccanismo nell'articolo dedicato al PUN e prezzo energia.
Il STG non dura per sempre: è previsto come servizio temporaneo (al momento fino al 2027 per i clienti domestici). Alla scadenza, chi non avrà scelto un'offerta sul libero verrà di nuovo accompagnato verso una soluzione di mercato. Tradotto: prima o poi una scelta consapevole conviene farla.
Mercato libero: indicizzato (PUN) o prezzo fisso?
Quando passi al mercato libero, la prima vera decisione è il tipo di prezzo della componente energia. Qui si gioca quasi tutto.
Offerta indicizzata (variabile, legata al PUN)
Il prezzo dell'energia segue il PUN mese per mese: paghi il valore di mercato più uno spread fisso del venditore (es. PUN + 0,015 €/kWh).
- ✅ Quando i prezzi all'ingrosso scendono, paghi meno.
- ✅ Lo spread basso significa margini bassi per il venditore: spesso è il prezzo "vero".
- ❌ Sei esposto ai rincari: se il PUN schizza (come nel 2022), la bolletta sale.
Offerta a prezzo fisso (bloccato)
Il prezzo della componente energia resta identico per 12, 24 o 36 mesi, qualunque cosa faccia il mercato.
- ✅ Prevedibilità totale: sai quanto spendi.
- ✅ Ti protegge dai picchi improvvisi.
- ❌ Di solito parte più alto dell'indicizzato (paghi una "assicurazione").
- ❌ Se i prezzi crollano, resti incastrato al prezzo alto fino alla scadenza.
| Caratteristica | Indicizzata (PUN) | Prezzo fisso |
|---|---|---|
| Andamento prezzo | Variabile, segue il mercato | Bloccato per la durata |
| Rischio rincari | Alto | Nullo (per la durata) |
| Prezzo di partenza | Tipicamente più basso | Tipicamente più alto |
| Ideale per | Chi accetta oscillazioni e monitora | Chi vuole tranquillità e budget fisso |
| Cosa guardare | Lo spread sul PUN | Il prezzo bloccato €/kWh e la durata |
Una regola pratica: se controlli la bolletta una volta l'anno e ti agita vedere numeri diversi ogni mese, il prezzo fisso ti farà dormire meglio. Se invece sai leggere i dati e vuoi spuntare il prezzo più basso nel lungo periodo, l'indicizzata con spread basso storicamente conviene.
Quanto si rischia di pagare in più? Un esempio numerico
Prendiamo una famiglia tipo: consumo annuo 2.700 kWh, il valore che ARERA usa come profilo di riferimento per l'utenza domestica residente (in linea con le stime ENEA sui consumi medi delle famiglie italiane).
Confrontiamo due offerte sulla sola componente energia:
- Offerta A (buona): 0,12 €/kWh sulla parte energia
- Offerta B (cara): 0,16 €/kWh sulla parte energia
Calcolo della differenza:
(0,16 − 0,12) €/kWh × 2.700 kWh = 0,04 × 2.700 = 108 €/anno
Sono 108 € l'anno solo sulla componente energia, a parità di consumi e di tutto il resto (oneri, trasporto, IVA). Su due o tre anni parliamo di un weekend fuori porta buttato in bolletta. Ecco perché confrontare conviene, e perché il prezzo "tutto incluso" che vedi in pubblicità va sempre scomposto: la cifra che vedi accanto a "prezzo energia" è solo una parte del costo reale. Ho spiegato come isolare ogni voce nell'articolo su come leggere la bolletta della luce.
Per stimare quanti kWh consumi davvero a casa tua, prima ancora di confrontare le offerte, puoi usare il nostro calcolatore dei consumi degli elettrodomestici: conoscere il tuo profilo è il primo passo per scegliere la tariffa giusta.
ARERA e Portale Offerte: i tuoi alleati gratuiti
Nel marasma di offerte, ci sono due strumenti pubblici, gratuiti e imparziali da cui partire sempre:
- ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente): è l'ente che regola il settore, definisce le condizioni del STG e della maggior tutela, e pubblica i prezzi di riferimento. Quando un venditore ti dice qualcosa di strano, la verità ufficiale è su arera.it.
- Portale Offerte (gestito da Acquirente Unico per conto di ARERA): è il comparatore ufficiale e indipendente. Inserisci il tuo profilo di consumo e ti mostra tutte le offerte luce e gas disponibili nella tua zona, ordinate per spesa annua stimata. Lo trovi su ilportaleofferte.it.
Diffida dei comparatori commerciali che mostrano solo i fornitori con cui hanno accordi: il Portale Offerte non ha questo conflitto di interessi.
Gli errori da evitare (li fanno quasi tutti)
Ho visto bollette di ogni tipo, e gli errori si ripetono sempre gli stessi:
- Fermarsi al prezzo dell'energia. Il €/kWh pubblicizzato non include oneri, trasporto, imposte e IVA. Guarda sempre la spesa annua stimata sul Portale Offerte.
- Ignorare le voci fisse. Alcune offerte hanno una quota fissa mensile (es. 8-12 €/mese) che su consumi bassi divora ogni risparmio sul kWh.
- Confondere uno sconto temporaneo con il prezzo reale. "Sconto del 30% per 12 mesi" su un prezzo gonfiato non è un affare. Leggi le Condizioni Tecniche Economiche (STE).
- Non leggere la durata del prezzo bloccato. Un fisso "garantito" per soli 12 mesi può rinnovarsi a condizioni peggiori. Segna in calendario la scadenza.
- Pensare che cambiare fornitore sia complicato o rischioso. Non lo è: il passaggio è gratuito, non c'è interruzione di corrente o gas, e il nuovo venditore gestisce tutto. La rete fisica è sempre la stessa (il distributore non cambia).
- Credere di essere "ancora nel tutelato". Se non sei vulnerabile, quasi certamente sei nel STG o in un'offerta libera. Controlla la prima pagina della bolletta: indica sempre il regime di fornitura.
STG, libero o maggior tutela: cosa conviene a te nel 2026
Riassumiamo il confronto in modo onesto:
| Profilo | Dove ti trovi (probabile) | Mossa consigliata |
|---|---|---|
| Non vulnerabile, non hai mai scelto | Servizio a Tutele Graduali | Confronta il STG con il libero sul Portale Offerte; il STG è competitivo ma temporaneo |
| Non vulnerabile, attento ai prezzi | Mercato libero indicizzato | OK se lo spread è basso; monitora il PUN |
| Non vulnerabile, vuoi tranquillità | Mercato libero | Valuta un prezzo fisso a 12-24 mesi |
| Vulnerabile (over 75, bonus sociale, ecc.) | Maggior tutela | Spesso conviene restare; confronta comunque una volta l'anno |
Non esiste la risposta valida per tutti: dipende da quanto consumi, da quanto rischio accetti e da quanto sei disposto a tenere d'occhio il mercato. Il prezzo di riferimento da cui ragionare resta intorno a 0,30 €/kWh tutto incluso per la luce e 1,10-1,40 €/Smc per il gas — valori che i dati Eurostat sui prezzi al consumo collocano l'Italia poco sopra la media dell'area euro — ma il numero che conta è quello della tua bolletta. Per capire come si compone quel costo, ti rimando alla guida sul costo del kWh in Italia.
Conclusioni: cosa fare oggi, in pratica
- Verifica il tuo regime sulla prima pagina della bolletta (STG, maggior tutela o mercato libero).
- Controlla se sei un cliente vulnerabile: se sì, hai diritto alla maggior tutela e a valutarla con calma.
- Calcola il tuo consumo annuo reale in kWh e Smc, anche con il calcolatore dei consumi.
- Confronta sul Portale Offerte ufficiale, ordinando per spesa annua stimata, non per prezzo del kWh.
- Scegli il tipo di prezzo in base al tuo carattere: indicizzato (spread basso) se monitori, fisso se vuoi dormire sereno.
- Leggi le condizioni economiche (quota fissa, durata, fine sconto) prima di firmare.
- Rimetti in discussione l'offerta una volta l'anno: il mercato cambia, le offerte scadono, e la pigrizia si paga in bolletta.
Ultimo aggiornamento: giugno 2026. I prezzi dell'energia sono indicativi e possono variare in base al fornitore e al tipo di contratto.
Fonti e Riferimenti
- ARERA — Fine tutela, Servizio a Tutele Graduali e clienti vulnerabili: arera.it
- Portale Offerte (Acquirente Unico per ARERA) — Comparatore ufficiale luce e gas: ilportaleofferte.it
- ENEA — Dati su consumi medi delle utenze domestiche: enea.it
- Eurostat — Electricity and gas prices for household consumers: ec.europa.eu/eurostat
- MASE — Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, normativa sul mercato dell'energia: mase.gov.it
