Quanto Costa Riscaldare Casa: Consumi per Zona e Confronto tra Impianti

Consumo riscaldamento casa: Smc e costi per zona climatica, gas contro pompa di calore, pellet e stufe elettriche, regole di accensione e test dei consumi.

Redazione Risparmix 11 min di lettura
Quanto Costa Riscaldare Casa: Consumi per Zona e Confronto tra Impianti
In questa guida
  1. Quanto costa riscaldare casa, zona per zona
  2. Gas, pompa di calore, pellet o stufe elettriche: lo stesso calore, costi diversi
  3. Il tuo consumo di gas è alto? Il controllo in quattro passi
  4. Perché la bolletta del gas pesa tanto (e cosa non contestare)
  5. Le regole: quando si accende, per quante ore, a quale temperatura
  6. Da dove partire per spendere meno
  7. Fonti

Per scaldare casa con una caldaia a gas, il consumo di riferimento che ARERA usa per il bonus sociale è di 1.150 Smc l'anno in zona climatica E (Milano, Torino, Bologna) e di 850 Smc in zona D (Roma, Firenze, Genova). Al prezzo di riferimento ARERA per il servizio di tutela della vulnerabilità gas, settembre 2026 (1,62 €/Smc) corrispondono a circa 1863,23 € e 1377,17 € per il solo riscaldamento.

Lo Smc (standard metro cubo) è l'unità con cui il gas viene fatturato: il volume letto sul contatore, riportato a condizioni standard di temperatura e pressione. Qui sotto trovi i valori per tutte le zone, il confronto con gli altri impianti, le regole di accensione e un controllo in quattro passi per capire se consumi troppo.

Quanto costa riscaldare casa, zona per zona

Per calcolare il bonus sociale gas, ARERA ha fissato dei consumi annui di riferimento per zona climatica e per tipo di uso (delibera 622/2023, tabella 5, valori dal 2024). Non sono medie misurate sulle famiglie: sono i consumi che ARERA prende come riferimento per ogni zona quando calcola il bonus, e per questo sono un utile termine di paragone. Questi sono i valori per le famiglie fino a quattro persone, con il costo al prezzo di riferimento attuale:

Zona Città di esempio Solo riscaldamento Costo Per m² (casa di 90 m²) Riscaldamento + acqua calda + cucina Costo
A e B Palermo 450 Smc 729,09 € 5,0 Smc/m² 700 Smc 1134,14 €
C Napoli, Bari 600 Smc 972,12 € 6,7 Smc/m² 850 Smc 1377,17 €
D Roma, Genova, Firenze 850 Smc 1377,17 € 9,4 Smc/m² 1.100 Smc 1782,22 €
E Bologna, Milano, Torino, Venezia, Verona, Trento, Bolzano, Aosta 1.150 Smc 1863,23 € 12,8 Smc/m² 1.400 Smc 2268,28 €
F Cuneo, Belluno 1.150 Smc 1863,23 € 12,8 Smc/m² 1.400 Smc 2268,28 €

Tre avvertenze per leggere la tabella:

  • Il prezzo è un riferimento. È il prezzo "tutto compreso" (gas, trasporto, oneri, imposte e quote fisse) che ARERA calcola per la famiglia tipo da 1.100 Smc l'anno nel servizio di tutela della vulnerabilità, e cambia ogni mese. La tua offerta può costare di più o di meno: con il calcolatore consumi puoi rifare i conti con il tuo prezzo.
  • La colonna "per m²" è un nostro calcolo: il riferimento ARERA diviso per 90 m², una superficie scelta come esempio. Ci serve più avanti per il controllo dei consumi.
  • La zona F ha in tabella gli stessi valori della zona E, anche se è più fredda: è una scelta di ARERA, non un errore di trascrizione.

Gas, pompa di calore, pellet o stufe elettriche: lo stesso calore, costi diversi

Prendiamo un appartamento ipotetico di 90 m² in zona E che, con una caldaia a condensazione, consuma esattamente il riferimento ARERA: 1.150 Smc. Con il potere calorifico di riferimento di ARERA (10,70 kWh per Smc) e un rendimento stagionale del 90%, la casa riceve circa 11.075 kWh di calore utile in un inverno. Ecco quanto costerebbe produrre lo stesso calore in altri modi:

Impianto Ipotesi Consumo in una stagione Costo
Caldaia a gas datata rendimento stagionale 78% 1.327 Smc 2150,01 €
Caldaia a condensazione rendimento stagionale 90% 1.150 Smc 1863,23 €
Pompa di calore aria-acqua con termosifoni tradizionali SCOP 3 3.692 kWh 1603,44 €
Pompa di calore aria-acqua con pavimento radiante SCOP 4 2.769 kWh 1202,58 €
Caldaia o termostufa a pellet rendimento 88%, 4,8 kWh per kg 2.622 kg (circa 175 sacchi da 15 kg) 1.250-1.300 €
Stufe e radiatori elettrici 1 kWh di elettricità = 1 kWh di calore 11.075 kWh 4809,87 €

L'elettricità è valorizzata al prezzo di riferimento ARERA per i clienti vulnerabili in maggior tutela, IV trimestre 2026 (0,43 €/kWh, tutto compreso, per il cliente tipo da 2.000 kWh l'anno). Il pellet al prezzo medio rilevato da AIEL ad aprile 2026: 7,14 € per un sacco da 15 kg, IVA inclusa, e 497 € a tonnellata sfuso in autobotte (AIEL, rilevazione di aprile 2026). Il prezzo del pellet non è regolato: cambia da negozio a negozio e nel tempo (+30% in un anno secondo la stessa rilevazione).

Come si leggono questi numeri:

  • Lo SCOP (coefficiente di prestazione stagionale) dice quanti kWh di calore una pompa di calore produce in media, nell'arco dell'inverno, per ogni kWh di elettricità. Con termosifoni che richiedono acqua molto calda lo SCOP scende; con impianti a bassa temperatura sale. I dettagli sono nella guida al consumo della pompa di calore.
  • Quale impianto spende meno dipende dal rapporto tra prezzo della luce e prezzo del gas. La regola di pareggio è: la pompa di calore costa meno della caldaia quando il suo SCOP supera (prezzo luce in €/kWh × 10,7 × rendimento della caldaia) ÷ prezzo gas in €/Smc. Con i prezzi della tua bolletta, il calcolo richiede un minuto.
  • Il pellet scalda dove è installato. Una stufa scalda la stanza in cui si trova; per tutta la casa serve una termostufa o una caldaia collegata ai termosifoni. In più consuma un po' di elettricità per ventilatore, coclea e accensione: i conti completi sono nella guida al consumo della stufa a pellet.
  • La resistenza elettrica è la scelta più cara per scaldare un'intera casa. Ha senso solo per usi brevi e occasionali, come spiegato nella guida al consumo della stufa elettrica.

Il tuo consumo di gas è alto? Il controllo in quattro passi

1. Trova i tuoi Smc annui. Il consumo degli ultimi dodici mesi è riportato in bolletta; in alternativa annota la lettura del contatore oggi e tra un anno. Se non sai dove cercarlo, la guida su come leggere la bolletta del gas ti aiuta.

2. Separa il riscaldamento dal resto. A luglio e agosto il gas serve solo per acqua calda e cucina. Somma gli Smc di quei due mesi, dividi per due e moltiplica per dodici: è il consumo annuo "di base". Toglilo dal totale e ottieni il gas per il riscaldamento. Esempio ipotetico: 1.300 Smc l'anno, di cui 40 tra luglio e agosto; la base è 40 ÷ 2 × 12 = 240 Smc, quindi il riscaldamento vale circa 1.060 Smc. Il metodo sovrastima un po' il riscaldamento, perché d'inverno l'acqua del rubinetto arriva più fredda e scaldarla costa di più.

3. Rapporta alla superficie. Dividi gli Smc del riscaldamento per i metri quadrati riscaldati e confronta il risultato con la colonna "per m²" della prima tabella. Una casa ben isolata può stare molto sotto: con dispersioni di 0,8 watt per m² di pavimento e per grado di differenza tra dentro e fuori, già al netto del calore gratuito di sole, persone ed elettrodomestici (pareti e tetto isolati, doppi vetri), a Milano servirebbero circa 4,8 Smc/m², poco più di un terzo del riferimento. È un nostro calcolo con ipotesi dichiarate, non un dato statistico.

4. Confronta con la tua casa. Il confronto più preciso è con l'APE, l'attestato di prestazione energetica che ricevi quando compri o affitti casa. Nella sezione "Prestazioni energetiche degli impianti e stima dei consumi di energia" riporta la quantità di gas consumata ogni anno "in uso standard", cioè con condizioni d'uso convenzionali uguali per tutti (formato APE, DM 26 giugno 2015, appendice B). Utile anche confrontare lo stesso mese con l'anno precedente.

Se sei molto sopra i riferimenti, queste sono le cause più comuni da controllare:

  • termostato oltre i 20 °C o impianto acceso più ore del necessario;
  • caldaia mai regolata: temperatura dell'acqua di mandata troppo alta, nessuna regolazione in base alla temperatura esterna;
  • termosifoni con aria all'interno, coperti da mobili o tende, stanze inutilizzate scaldate come le altre;
  • spifferi da finestre, porte e cassonetti delle tapparelle;
  • bollette basate su consumi stimati: invia l'autolettura del contatore quando il venditore la chiede, così la bolletta successiva riallinea i conti.

Le azioni, ognuna con il risparmio calcolato, sono nella guida su come risparmiare sul gas.

Perché la bolletta del gas pesa tanto (e cosa non contestare)

A settembre 2026 il prezzo di riferimento ARERA per la famiglia tipo era di 162,02 centesimi per Smc, così suddiviso (nota ARERA del 2 ottobre 2026):

Voce Centesimi di euro per Smc Quota
Materia prima (acquisto del gas) 87,47 54,0%
Vendita al dettaglio 5,83 3,6%
Trasporto e gestione del contatore 24,19 14,9%
Oneri di sistema 4,98 3,1%
Imposte (accise, addizionale regionale, IVA) 39,55 24,4%
Totale 162,02 100%

Due chiarimenti che evitano reclami inutili:

  • L'IVA al 22% è normale. Sul gas per uso domestico l'IVA è al 10% sui primi 480 Smc dell'anno e al 22% sui consumi oltre questa soglia e sulle quote fisse. Chi riscalda casa a gas supera spesso i 480 Smc l'anno: trovare il 22% in una bolletta invernale non è un errore del venditore.
  • Le accise crescono per scaglioni. Nel Centro-Nord sono 0,044 € al metro cubo fino a 120 m³ l'anno, 0,175 da 120 a 480, 0,170 da 480 a 1.560 e 0,186 oltre, più l'addizionale regionale; nel Mezzogiorno le aliquote sono più basse (tabella ADM). Il dettaglio è nella guida su accise e IVA.

Dal 2024 il servizio di tutela gas esiste solo per i clienti vulnerabili (per esempio over 75 o beneficiari del bonus sociale), con un prezzo aggiornato ogni mese. Gli altri hanno un contratto sul mercato libero oppure, se non hanno scelto, sono rimasti con il proprio venditore a condizioni a prezzo variabile definite secondo le regole di ARERA (ARERA, fine della tutela gas). Per confrontare le offerte con i tuoi consumi c'è il Portale Offerte di ARERA.

Le regole: quando si accende, per quante ore, a quale temperatura

Le date e le ore di accensione dipendono dalla zona climatica del Comune, stabilita in base ai gradi giorno (GG): la somma, sull'intera stagione, delle differenze tra 20 °C e la temperatura media esterna di ogni giorno. Più gradi giorno significa inverno più lungo e freddo (DPR 412/1993, allegato A). Periodi e ore massime sono fissati dall'articolo 4 del DPR 74/2013:

Zona Gradi giorno Esempi (gradi giorno) Periodo di accensione Ore al giorno
A fino a 600 — 1° dicembre - 15 marzo 6
B 601-900 Palermo (751) 1° dicembre - 31 marzo 8
C 901-1.400 Napoli (1.034), Bari (1.185) 15 novembre - 31 marzo 10
D 1.401-2.100 Roma (1.415), Genova (1.435), Firenze (1.821) 1° novembre - 15 aprile 12
E 2.101-3.000 Bologna (2.259), Milano (2.404), Verona (2.468), Torino (2.617), Aosta (2.850) 15 ottobre - 15 aprile 14
F oltre 3.000 Cuneo (3.012), Belluno (3.043) nessun limite nessun limite

Le altre regole da conoscere:

  • Temperatura massima: 20 °C più 2 °C di tolleranza nelle abitazioni, calcolata come media delle stanze (DPR 74/2013, art. 3). Il limite di 19 °C valeva solo durante l'emergenza del 2022-2023.
  • Fascia oraria: in generale, fuori dalla zona F, l'impianto può funzionare solo tra le 5 e le 23.
  • Prima o dopo il periodo si può accendere solo se il clima lo giustifica, e per non più della metà delle ore giornaliere ammesse.
  • Riscaldamento autonomo con cronotermostato: i limiti sulla durata giornaliera (ore massime e fascia 5-23) non si applicano alle singole abitazioni con un termostato programmabile su almeno due livelli di temperatura. Restano validi il periodo di accensione e la temperatura massima.
  • I sindaci possono ampliare o ridurre periodi e orari con un'ordinanza (art. 5), e le Regioni possono introdurre limiti per la qualità dell'aria. Per la stagione 2026-2027, per esempio, l'Emilia-Romagna ha spostato al 1° novembre l'accensione nei Comuni di pianura e nell'agglomerato di Bologna, esclusi ospedali, strutture assistenziali e scuole (Regione Emilia-Romagna).
  • Manutenzione e controlli: la manutenzione va fatta con la frequenza indicata dall'installatore o dal costruttore, non "ogni anno per legge"; il controllo di efficienza energetica segue un calendario a parte (per le caldaie a gas tra 10 e 100 kW, di norma ogni quattro anni). Chi non provvede rischia una sanzione da 500 a 3.000 euro. Tutti i dettagli sono nella guida al consumo della caldaia a gas.

Da dove partire per spendere meno

Le azioni senza spesa (temperatura, orari, regolazione della caldaia, acqua calda) sono nella guida su come risparmiare sul gas, ognuna con il risparmio stimato; cronotermostati e valvole nella guida al termostato intelligente. Se la caldaia è da cambiare, ricorda che dal 2025 le caldaie solo a gas non hanno più detrazioni fiscali, mentre pompe di calore e sistemi ibridi sì (50% sull'abitazione principale, 36% sulle altre nel 2026): il confronto è nelle guide su caldaia e pompa di calore.

Fonti

I costi in euro di questa pagina usano i prezzi di riferimento ARERA per la luce (0,43 €/kWh, IV trimestre 2026) e per il gas (1,62 €/Smc, settembre 2026), tasse incluse, aggiornati a ogni revisione ARERA. La tua offerta può avere un prezzo diverso: inseriscilo nel calcolatore dei consumi.

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