Lo scaldabagno elettrico, o boiler, consuma in due modi: per scaldare l'acqua che usi e per tenerla calda mentre aspetta nel serbatoio. Il primo consumo si calcola con una regola semplice: per scaldare un litro d'acqua di un grado servono 1,163 wattora (Wh). Portare 80 litri da 15 a 55 °C richiede quindi 80 × 40 × 1,163 = 3.722 Wh, cioè circa 3,7 kWh, che al prezzo di riferimento ARERA per i clienti vulnerabili in maggior tutela, IV trimestre 2026 (0,43 €/kWh) costano circa 1,62 €.
Il prezzo usato nei conti è un riferimento: comprende energia, trasporto, oneri, imposte e quote fisse per la famiglia tipo di ARERA, che consuma 2.000 kWh l'anno con un contatore da 3 kW. La tua offerta può costare di più o di meno: con il calcolatore dei consumi rifai i conti con il prezzo della tua bolletta.
Facciamo subito un esempio completo con una famiglia ipotetica di tre persone: tre docce al giorno da 40 litri a 40 °C, più 20 litri a 45 °C per lavandino e cucina, con l'acqua del rubinetto a 15 °C. L'acqua calda usata richiede 4,2 kWh al giorno. Un serbatoio da 80 litri disperde da 0,5 a 1,5 kWh al giorno, secondo l'isolamento e la temperatura. Il totale arriva a 4,7–5,7 kWh al giorno, cioè circa 1.700–2.080 kWh l'anno: quanto consuma in un anno, per tutti gli usi, la famiglia tipo di ARERA. In euro sono da circa 743,09 € a circa 901,61 € l'anno.
Quanta energia serve a scaldare l'acqua
La formula è sempre la stessa: kWh = litri × aumento di temperatura × 1,163 ÷ 1.000. Il numero 1,163 viene dal calore specifico dell'acqua. Il tempo di riscaldamento dipende invece dalla potenza della resistenza, scritta sulla targhetta: qui usiamo come esempio 1,2 e 1,5 kW.
| Serbatoio | Energia da 15 a 55 °C | Tempo con 1,2 kW | Tempo con 1,5 kW | Costo |
|---|---|---|---|---|
| 30 litri | 1,40 kWh | 1 h 10 min | 56 min | 0,61 € |
| 50 litri | 2,33 kWh | 1 h 56 min | 1 h 33 min | 1,01 € |
| 80 litri | 3,72 kWh | 3 h 06 min | 2 h 29 min | 1,62 € |
| 100 litri | 4,65 kWh | 3 h 53 min | 3 h 06 min | 2,02 € |
Questo è il costo di un serbatoio scaldato da freddo. Nell'uso normale il boiler riscalda l'acqua fredda che entra al posto di quella calda che consumi, più il calore perso nel frattempo.
Per una doccia da 40 litri a 40 °C servono 1,16 kWh, circa 0,50 €; un bagno in vasca con 120 litri a 40 °C ne richiede 3,49, circa 1,52 €. Nelle prove europee per l'etichetta ogni doccia vale 1,4 kWh di acqua calda: lo stesso ordine di grandezza.
Le dispersioni: il costo dell'acqua calda che aspetta
Il serbatoio perde calore di continuo e la resistenza si riaccende per compensare. Per i serbatoi di acqua calda il regolamento delegato (UE) 812/2013 fissa classi di dispersione in watt, con formule che crescono con il volume, e dal 26 settembre 2017 il regolamento (UE) 814/2013 non ammette serbatoi che disperdono più del limite della classe C. Questi sono i limiti massimi di ogni classe:
| Classe | 50 litri | 80 litri | 100 litri |
|---|---|---|---|
| A+ | 21 W (0,49 kWh al giorno) | 24 W (0,57 kWh) | 25 W (0,61 kWh) |
| A | 29 W (0,69 kWh) | 33 W (0,79 kWh) | 35 W (0,85 kWh) |
| B | 40 W (0,97 kWh) | 46 W (1,11 kWh) | 49 W (1,19 kWh) |
| C | 56 W (1,36 kWh) | 65 W (1,55 kWh) | 69 W (1,66 kWh) |
Formule del regolamento, con V = litri: A+ 5,5 + 3,16 × V^0,4 watt; A 8,5 + 4,25 × V^0,4; B 12 + 5,93 × V^0,4; C 16,66 + 8,33 × V^0,4. I valori valgono nelle condizioni di prova.
L'etichetta di uno scaldabagno elettrico non riporta questa classe, ma i valori danno l'ordine di grandezza: tra un serbatoio da 80 litri al limite della classe C e uno al limite della classe A ci sono circa 278 kWh l'anno di differenza, circa 120,74 €.
Le dispersioni crescono con la differenza tra l'acqua e la stanza. Due conseguenze pratiche:
- Il posto conta. Con l'acqua a 60 °C, un boiler in un ripostiglio non riscaldato a 8 °C disperde circa il 30% in più che in un bagno a 20 °C. Isolare i tubi dell'acqua calda aiuta per lo stesso motivo.
- La temperatura impostata conta, ma meno di quanto si crede. Scendere da 65 a 55 °C riduce le dispersioni di circa un quinto. Non riduce invece l'energia della doccia: l'acqua più calda la mescoli con più acqua fredda, e il calore che arriva sulla pelle è lo stesso.
C'è poi un limite di sicurezza. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ricorda che la legionella si moltiplica nell'acqua stagnante tra 20 e 50 °C e, nelle indicazioni per le strutture ricettive, raccomanda di tenere l'acqua calda tra 50 e 60 °C. Per questo non conviene scendere sotto i 55 °C per risparmiare: se il boiler ha una funzione «antilegionella», lasciala attiva, e dopo un'assenza lunga riportalo in temperatura e fai scorrere l'acqua dai rubinetti per qualche minuto.
Cosa dice l'etichetta dello scaldabagno
Dal 2017 gli scaldacqua hanno l'etichetta del regolamento 812/2013 con la scala da A+ a F. Riporta la classe, il profilo di carico (una lettera da 3XS a XXL) e il consumo annuo in kWh. Il profilo è una giornata tipo di prelievi definita dall'UE: il profilo M vale 5,845 kWh di acqua calda al giorno, comprese due docce da 1,4 kWh; il profilo L vale 11,655 kWh. Confronta sempre modelli con lo stesso profilo.
Due cose che l'etichetta non dice a colpo d'occhio:
- Il consumo annuo è calcolato su 0,6 × 366 giorni, come se il profilo si ripetesse circa 220 giorni l'anno. Se in casa usi ogni giorno quella quantità d'acqua calda, consumi di più: grosso modo il valore in etichetta diviso 0,6.
- La classe misura l'energia primaria, cioè tiene conto che per produrre un kWh elettrico se ne consumano 2,5 di fonti primarie. Con questo metodo una resistenza non può superare il 40% di rendimento: uno scaldabagno elettrico tradizionale arriva al massimo alla classe B con il profilo M e alla C con il profilo L. La classe A+, la più alta della scala, si raggiunge solo con la pompa di calore o con il solare.
Timer, termostato e fasce: cosa fa risparmiare davvero
Il consiglio più diffuso è spegnere il boiler di notte con un timer. Per un serbatoio ben isolato il risparmio è minimo, perché l'acqua si raffredda lentamente e al mattino la resistenza deve restituire quasi tutto il calore perso. Prendiamo un boiler da 80 litri che, con l'acqua a 60 °C in una stanza a 20 °C, disperde 1,2 kWh al giorno:
| Spento per | L'acqua si raffredda di | Risparmio |
|---|---|---|
| 8 ore (la notte) | circa 4 °C | circa 0,02 kWh |
| 16 ore al giorno | circa 8 °C | circa 0,08 kWh al giorno |
| una settimana di vacanza | circa 36 °C | circa 5 kWh |
Con un serbatoio isolato peggio, che disperde 2,5 kWh al giorno, il risparmio sale a circa 0,09 kWh per notte e a circa 14 kWh per una settimana.
Il timer, quindi, serve soprattutto in altri casi:
- Offerte a fasce orarie: se il kWh di notte e la domenica (fascia F3) costa meno, conviene far lavorare la resistenza in quelle ore. Con un prezzo unico l'orario non cambia nulla. Le regole sono nella guida alle fasce orarie.
- Contatore da 3 kW: evita che il boiler scaldi mentre usi forno, lavatrice o phon.
- Fotovoltaico: scaldare l'acqua nelle ore di sole usa l'energia prodotta dai pannelli.
- Assenze di più giorni e seconde case: spegnere conviene davvero, con l'accortezza sulla legionella vista sopra.
Il contatore da 3 kW e lo scaldacqua istantaneo
Con un contratto da 3 kW, secondo la guida di e-distribuzione puoi prelevare fino a 3,3 kW senza limiti di tempo e fino a 4 kW per almeno tre ore; oltre i 4 kW il contatore stacca entro circa due minuti. Un boiler da 1,2–1,5 kW insieme a forno o lavatrice può superare queste soglie: i dettagli sono nella guida alla potenza del contatore e puoi fare la somma con il calcolatore della potenza.
Per lo stesso motivo uno scaldacqua elettrico istantaneo per la doccia non è una soluzione con un contratto domestico normale: scaldare 8 litri al minuto di 25 °C richiede circa 14 kW. Anche un lavabo, con 2 litri al minuto, richiede circa 3,5 kW.
La pompa di calore per l'acqua calda
Lo scaldacqua a pompa di calore prende calore dall'aria con un circuito frigorifero e lo passa all'acqua. Il rapporto tra calore prodotto ed elettricità usata (COP) è indicato nella scheda prodotto; nei conti che seguono usiamo un valore prudente, tra 2,5 e 3.
Per la famiglia dell'esempio, con 1 kWh al giorno di dispersioni, il boiler a resistenza consuma circa 1.890 kWh l'anno, circa 822,13 €; una pompa di calore ne consumerebbe tra 630 e 760, cioè tra circa 274,04 € e 328,77 €. Il risparmio è di circa 1.140–1.260 kWh l'anno, da circa 493,36 € a circa 548,09 €.
Prima di sceglierla, considera che ha bisogno di spazio e di aria: raffredda il locale in cui è installata, oppure va collegata all'esterno con dei condotti, e fa rumore (il valore è in etichetta). Il funzionamento delle pompe di calore è spiegato nella guida al consumo della pompa di calore.
Nel 2026 la sostituzione di uno scaldacqua con uno a pompa di calore dà diritto all'ecobonus: secondo la tabella ENEA, la detrazione è del 50% per il proprietario (o il titolare di un diritto reale) sull'abitazione principale e del 36% negli altri casi. In alternativa c'è il Conto termico 3.0 del GSE (intervento III.E, aperto anche ai privati): un contributo del 40% della spesa, con un tetto di 500 o 1.500 euro secondo capacità e classe energetica. Prima di scegliere verifica sul sito del GSE le regole per cumulare i due incentivi.
Che capacità scegliere
Conta quante docce fai una dopo l'altra, non quante persone vivono in casa. Con l'acqua di rete a 15 °C, per una doccia da 40 litri a 40 °C:
| Acqua nel serbatoio | Litri di serbatoio per doccia | Docce da un boiler da 80 litri |
|---|---|---|
| 50 °C | 29 litri | circa 2,8 |
| 55 °C | 25 litri | circa 3,2 |
| 60 °C | 22 litri | circa 3,6 |
Valori teorici: nel serbatoio l'acqua fredda che entra si mescola in parte con quella calda, quindi le docce reali sono un po' meno.
Un serbatoio più grande del necessario disperde di più ogni giorno; uno troppo piccolo obbliga ad alzare la temperatura. Se al mattino l'acqua calda finisce, prova prima a portarla a 60 °C.
Fonti
- Regolamento delegato (UE) 812/2013 sull'etichetta energetica di scaldacqua e serbatoi: profili di carico, classi, calcolo del consumo annuo (fattore 0,6 × 366 e coefficiente 2,5), classi di dispersione dei serbatoi.
- Regolamento (UE) 814/2013 sulla progettazione ecocompatibile: limite di dispersione dei serbatoi dal 2017.
- ECDC, Informazioni sulla legionellosi per i gestori di strutture turistico-ricettive: temperature di crescita e dell'acqua calda.
- e-distribuzione, guida tecnica al contatore elettronico: soglie di potenza del contratto da 3 kW.
- ENEA, tabella ecobonus 2026.
- GSE, Conto termico 3.0: percentuali ed erogazione degli incentivi.
- prezzo di riferimento ARERA per i clienti vulnerabili in maggior tutela, IV trimestre 2026.
